18.2.10

La contraddizione


Succede che un giorno ti chiudi in te stesso, nel tuo momento di solitudine dal mondo, in cui decidi di portare a correre la tua carcassa per una distanza enorme. Per produrre endorfine? Perché hai una maratona a breve e sei fuori allenamento? Questo sì, ma anche perché vuoi provare una stanchezza fisica devastante, l’unica che riesce a metterti in uno stato di trance sciamanica.
Per pochi km il tuo corpo continua a muoversi, ma la testa si stacca e si alza, finalmente comincia a viaggiare oltre, in un cortocircuito di emozioni e loop di pensieri.
In questi brevi istanti la spazio si allarga e riesci a fare chiarezza sulle cose banali. Scopri le piccole verità, quelle fondamentali.
Ti capita di risentire una canzone, al cui testo non avevi mai fatto caso; l’avevi ascoltata, ma non aveva mosso nulla.

“When you try your best but you don't succeed
When you get what you want but not what you need
When you feel so tired but you can't sleep…”
Versi che per certi aspetti riflettono la mia vita attuale.
Capisco che non sono in grado di discernere il volere dal bisogno.
Possono essere la stessa cosa? O devono per forza essere distinti?
Per quanto mi riguarda solo nel materiale riesco a dare un contorno più sfumato, per gli affetti coincidono alla perfezione.
Sento di aver bisogno di tranquillità nella mia vita e la voglio spasmodicamente, con tutta me stessa.
Voglio poter essere sopra il fiume delle emozioni e vederle scorrere placidamente. Non dico essere una spettatrice esterna, una sorta di Alice nel paese delle meraviglie, che osserva la realtà dal suo mondo fantastico. Voglio guardare con la saggezza di chi ha chiaro tutto quanto, di chi riesce ad avere pieno controllo dell’emotività, di chi non si strugge per ogni sciocchezza.
Ho bisogno di questo. Per brevi attimi, però.
Ebbene sì, sono una contraddizione vivente. Ho voglia e bisogno di questo, ma poi preferisco vivere quei contingenti e altissimi attimi di vertigine dell’emozione, e lascio agli altri modulare riportandomi sulla terra.
Questi salti nelle utopie e nelle rivoluzioni quotidiane mi lasciano al tappeto.
Sarà così finché non riuscirò a distinguere tra ciò che ho bisogno e ciò che voglio. Quando riuscirò a circoscrivere questi due mondi, forse, troverò la calma e la saggezza.
Fino ad allora posso continuare a correre.

3 commenti:

  1. Arriva un momento che ti stanchi...ti stanchi di tutto...
    Ti stanchi di correre dietro alle persone che non ti cercano, ti stanchi di cercare spiegazioni, approvazioni, ti stanchi di cercare la verità, ti stanchi di dover credere per forza a qualcuno, ti stanchi di stare male, ti stanchi di doverti giustificare, ti stanchi di rincorrere quello a cui non arriverai mai...
    MA ARRIVA UN GIORNO CHE TI STANCHI E DECIDI CHE ASPETTERAI SENZA CERCARE PIU' NIENTE...

    E io aggiungo che quel giorno inizierai a vivere la tua vita. TVB

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  2. ma dove eri con quel pettorale attaccato? a quale corsa?

    ciaooo
    denise

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  3. Ciao Denise,
    "correva" il
    24 ottobre 2009 - Milano
    10K, Run for food
    sponsor Nike

    ;-)

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