16.3.10

L'estate del 2003

Ci sono ricordi che riaffiorano dal brodo della memoria con più facilità degli altri, quelli che galleggiano meglio, ma non perché siano più leggeri. L'estate del 2003 non potrei dimenticarla per tanti motivi. Comincia con gli ultimissimi esami da sostenere, di cui ora non ricordo nemmeno più il nome. Studiare nel caldo infernale, senza condizionatore, al massimo con un ventilatore che sposta aria rovente. Allora le giornate passate nell'umidità ghiacciata della palestra chiusa per il periodo estivo. Noi due e l'eco delle voci. Il nostro "Dai, che è l'ultimo esame, poi basta di tutto questo, finalmente". Rimangono impressi i vivi occhi azzurri di quel professore, la chiacchierata tranquilla senza tensione, la consapevolezza di un periodo giunto alla fine. Di lì a poco la pazzia di un viaggio in moto in Corsica, il primo in tenda, il primo e ultimo tenuto nascosto ai genitori. Giorni di tensione e litigi. Cucinare e mangiare per terra tra le formiche. La polvere, le infinite curve, riuscire a fare bagagli minuscoli. Poi quell'incidente in acqua, la spalla lussata per ore, da sola sull'elisoccorso e lui smarrito per Ajaccio. Alla fine ritrovarsi fuori dall'ospedale, di notte, io fasciata come una mummia, solo con sandali e costume, lui con lo sguardo smarrito alla mia ricerca. Un infinito pianto consolatorio. In quel momento la vacanza decolla, il mare sembra più azzurro e la gente più simpatica, perché noi eravamo diversi: c'eravamo ritrovati. L'atto conclusivo al ritorno: la stesura della tesi, il concretizzarsi di un anno di esperimenti in laboratorio. Scrivere giorno e notte nel caldo che non ti lascia dormire. Sfinito, crolli sulla tastiera e ti domandi qual è il senso di tutto, se tanto dopo non hai la più pallida idea di quello che ne sarà di te.
Trascorre l'estate, passano il caldo ed i giorni di Denise, il ciclone carioca, che a modo suo ha lasciato il segno nella nostra corteccia.
Ti chiedi poi se è normale che tanti eventi si affollino in un solo periodo, perché prima di una svolta importante nella vita delle persone si debbano incrociare tante situazioni, persone ed emozioni.
Sicuramente rimarrà il ricordo un'estate di vita piena.



1 commento:

  1. Ma che te lo dico a fa? Tanto già lo sai che se non ho pianto è solo perchè sto in ufficio mentre leggo...

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