11.3.10

Asante sana Africa


Mi sono ritrovata a rivedere quella foto scattata anni fa: due elefanti che si incamminano nella savana al tramonto.
Poi mi tornano alla mente tutti i viaggi fatti e quelli africani sono stati quelli più significativi.
Zanzibar, l'isola delle spezie, l'acqua color smeraldo. Non avevo mai visto il mare part-time. Mi viene da sorridere ancora ripensando ad una bimba di cinque anni con il salvagente, appena arrivata, correre in spiaggia con lo stupore negli occhi: "Mamma, dove è finito il mare?"
Il fenomeno delle maree, dove per ore l'oceano scompare e tu riesci a passeggiare tra stelle marine coloratissime, ricci di ogni forma, anemoni e piccoli pesci. Pochi istanti dopo ti trovi a nuotare finalmente tra onde caldissime.
Mi capita di rievocare quel bellissimo periodo ogni volta che utilizzo l'Autan sulla pelle, esatto, l'Autan. Un cosa stupida come l'odore di un repellente per zanzare, unito al caldo e all'umidità della sera, sono in grado di far riaffiorare tutto in un attimo. La spiaggia infinita e bianchissima, il sole ustionante, la gente semplice e amabile, il ritmo lento della vita.
Qualche tempo dopo il safari in Kenya. Breve ed intenso. E il cervello fa fatica a percepire reale quello che gli occhi hanno sempre visto in foto o in qualche documentario. Tutti quegli animali sono lì, davanti a te, quasi impossibile crederli pericolosi.
Vacanza che mi ha segnato con un dissenteria mostruosa, che ancora oggi provoca l'ilarità a chi racconto dell'accaduto. Non lo auguro nemmeno al mio peggior nemico. Evento che mi ha fatto guadagnare l'appellativo all'epoca di "Miss 27", dove ventisette non sono gli anni.
La terza volta in Africa, poco tempo fa, in Marocco. Paesaggi, persone e vita completamente differente. Luoghi magici da divorare con lo sguardo, quando persino la luna ha un aspetto totalmente differente. Il fascino del deserto, le dune, i berberi, le stelle. Un freddo incredibile. Impensabile per me trovare la neve in Marocco. I vizi di forma di questo tipo sono difficili da correggere.
E allora ritorno a quello scatto. Mi è stato chiesto cosa significasse per me. Difficile la risposta. Senza pensarci direi serenità e libertà.

1 commento:

  1. karibu sana babu Sari..White Masai può onorare le tue splendide parole solo con queste immagini e suoni...perche la sua mente sa che mai potrà onorare quanto ha vissuto in quella terra...zero parole

    http://www.youtube.com/watch?v=U-DR7bxjluk

    Gianvi

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