29.3.10

Zazen

Succede di rado che mi metta a parlare di filosofia con lui. Più che parlare, ascolto il flusso del pensiero orientale che esce dalla sua bocca. Troppo semplice per essere applicabile a volte.
Ho scoperto il processo ironico, bel nome per una persona che si è sempre vantata dell'ironia come propria peculiarità. Dostoevskij involontariamente l'aveva descritto: "Prova a non pensare all'orso polare: vedrai che il dannato ti tornerà in mente ogni santo minuto".
Abbiamo tutti il nostro orso polare più o meno ingombrante. Il mio è decisamente fuori misura.
Il processo ironico è quello strategia mentale in cui nello sforzo di sopprimere un pensiero si finisce solo per fare in modo che emerga prepotentemente. Il nostro personale processo ironico avrà una sua forma, un colore e un contorno più o meno definito. Per qualcuno potrà diventare persino perversità, nei casi estremi vere forme di ossessione.
Come se ne esce? Basterebbero più processi ironici contemporaneamente in atto. Oh sacramento!!! Dio mi scampi dal darmi altri orsi polari.
Ricomincerò a fare costante pratica della meditazione (zazen).
La faccenda è semplice. Sarà sufficiente accendere un incenso al sandalo, e che sia tale e non una calzatura, rispolverare il mio zafu di yoga, ormai diventato cuscino del gatto, e mettersi nella posizione del loto per appena quarantacinque minuti.
Durante i quarantacinque lunghissimi minuti la mente dovrà fare attenzione solamente all'atto della respirazione. Inevitabilmente i pensieri si affacceranno e l'orso verrà a trovarmi. Non scanserò il poveretto colpevolizzandomi come la donna più incapace, che non riesce nemmeno a pensare ad una cosa banale come respirare. Ebbene, lo guarderò da spettatrice esterna e poi mi sforzerò di concentrarmi sull'esercizio. Se fatto bene dovrebbe rilassare. Ora, credo che potrei raggiungere questo effetto solo con una dose di benzodiazepine per bufali.
L'alternativa è organizzare un ritiro spirituale in un monastero sperduto in qualche vallata montana. Privarsi di ogni distrazione e comunicazione con il mondo esterno per affrontare a mani nude quell'orso bastardo.
Tra le due? Scelgo la prima, per adesso.

2 commenti:

  1. Avevo pensato alla seconda... ma non te l'ho manco accennato! In fondo sei tu la guida di te stessa! I love you cozzetta ;)

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  2. Ah capretta mon amour! :)))

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