16.5.10

Camillo


Questa è la breve storia di Camillo, gattone persiano dal soffice pelo rosso. Ha vissuto con me per due anni solamente, mi ha tenuto compagnia nei miei momenti di solitudine milanese. Se n'è andato un anno fa. Ho continuato a vederlo per giorni dopo la sua morte, in ogni angolo della casa, perchè era una presenza silenziosa, un'ombra.
Ho scoperto, a posteriori, che fosse affetto da ben due malattie genetiche. Razza troppo selezionata. L'uomo è una bestia orribile: per vanità adattiamo gli animali ai gusti più disparati, senza preoccuparci di segnarli dalla nascita con pericolosi difetti.
Ho avvertito il senso di colpa per questo, per essere uscita di fretta alla mattina, non averlo nemmeno guardato perchè troppo presa dal lavoro e dalle scadenze, troppo presa da me stessa.
Poi, tornare a casa tardissimo e trovarlo morto. Terribile non poter far nulla, impotente su tutto.
Qualcuno dirà che è solo un gatto. E' vero, per certi aspetti è così,ma non solo. Camillo ha marcato la fine del mio personale ante domine, lo strappo, la goccia che ha fatto traboccare il vaso, l'inizio del mio mettermi in discussione.

"La vita non è uno scherzo
proviamo a prenderla sul serio
non aspettandoci nulla
nè al di fuori nè dall'Aldilà
non avendo nulla altro da fare che vivere.
La vita non è uno scherzo
proviamo a prenderla sul serio
ma sul serio a tal punto
di preferire la morte propria
affinchè vincano gli uomini
in modo tale che messa sulla bilancia dell'esistere
la vita rispetto alla morte peserà sempre di più."

2 commenti:

  1. Never take life seriously. Nobody gets out alive anyway.

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  2. That's true, but sometimes life sucks...

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