29.7.10

Riflessi




A volte sono unghie che segnano i palmi di mani strette a pugno, è respiro affannato, angoscia, dolore e tormento che aggrovigliano budella e polmoni. Sono piedi che strofinano in un tic nervoso le croste di una giornata. Altre è sale che bagna la lingua, sono occhi gonfi che chiedono una pausa, sono lacrime che rigano il volto.
Scavi a mani nude e cerchi di tirare fuori il tuo tesoro, la tua felicità. Semmai la troverai, sarai talmente stupido che non farai nulla per conservarla. La rovinerai, la riempirai di graffi, perché non sei mai stato in grado di proteggere qualcosa di prezioso.
Ti inventerai situazioni e persone che faranno crollare il castello. La colpa sarà stata solo tua, che ti piace fare e disfare. Perché più complicata è la situazione, più ti convinci che maggiore sarà la fatica con cui ricomporrai; e quel trofeo, che credi attenda unicamente te, ti illudi che sarà più grande e luccicante.
Sii di carattere, disciplinati, datti regole. Prima di tutto fa qualcosa che faccia star bene te, ma non ti dimenticare mai di chi hai vicino. Metti paletti al giardino del tuo ego. Allargalo ogni giorno di qualche spanna agli altri. Hai già quello che ti fa star bene, sotto ai tuoi occhi.
Ricorda, siamo una catena, anelli collegati. Ogni nostra azione si ripercuoterà su tutto il resto. Siamo specchi, il tuo animo rifletterà e contagerà le persone accanto.
Non te lo chiedo io.
Ho la certezza di averlo imparato a mie spese e ne sono felice, ora.

1 commento:

  1. Sa... l'ho letto tutto d'un fiato!
    E' splendido questo pezzo! :)

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