30.8.10

Peri Peri

Dai, sedetevi qui, sulle mie ginocchia, 'chè vi racconto il mio Sudafrica prima che l’Alzheimer passi la spugna per una pulizia generale. Se volete i soliti aneddoti vi leggete la lonely planet, che è fin troppo dettagliata, oppure vi fate una nuotatina nel uorlduaiduebbe.
Diciamo da subito che il volo è un tantinello lungo, ma non si ha nemmeno un minuto di jet lag, e tanto siamo in vacanza, che cosa ci lamentiamo a fare?!
Ancora prima di solcare il suolo africano ho (in sequenza):
1. fatto la figura di cioccolato con l’assistente di volo gnocco e inglese, ma indubbiamente gay e chiaramente parlante italiano;
2. strofinato la gobba ad una vecchietta come portafortuna;
3. salvato il volo London-Cape Town (vedi punto 2): il motore ausiliario (pequeno problema!!!) del boeing si è rotto prima di partire e non durante.
Il Sudafrica com'è? Si mangia il doppio che in Italia spendendo un terzo. Se fossi rimasta più a lungo sarei diventata con ottime probabilità una modella boteriana. Il vino è uno spettacolo. Le persone sono gentilissime. In inverno sparato ci sono quei gradevoli 24-25°C.
Peccato per qualche neo: l’orrendo razzismo dei cremini bianchi, la guida a sinistra, la mania del tè, la chiusura dei negozi alle 17.
Insomma Cape Town è una città graziosa, un po’ come Rimini ma con lo stadio del calcio più grande e meno venditori ambulanti. Vicino ci sono diversi posti che meritano una visita:
1. A un tiro di schioppo c’è la Table Mountain. Una funivia ti porta a 1000 mt in pochi minuti (se sei masochista 3 ore a piedi) e vedi, da una montagna piatta piatta che sembra tagliata con il filo di ferro, un panorama meraviglioso e fiori stranissimi.


2. Un po’ più in là c’è Duiker Island, dove abitano una colonia di foche, ma la vera attrazione sono le Soap Girls, due sorelle diciottenni di origine francese che parlano in coro, sempre. Risultato: agghiacciante secondo Giorgia, esilarante per me (http://www.thesoapgirls.co.za/)
3. Ancora un pochino più in là c’è Boulders Beach, dove vive una gruppo spensierato di pinguini. Spensierati prima che arrivassi io, infatti sono riuscita a farne incazzare uno nella fase di amoreggiamento, prendendo una beccata come tutta risposta.
4. Una passetto ancora più in giù c’è il Capo di buona Speranza. Bello, alto, ventilato e piovoso. Abbiamo ripreso la marcia con la nostra Nissan Gran Livina (ribattezzata Gran Slavina per i pneumatici usurati e la scarsa aderenza) passando per villaggi di pescatori e toccando Cape l’Agulhas, ovvero il punto più a Sud del paese, dove ci sono i "teroni più teroni" dell’Africa, nonchè all’incrocio tra l’oceano Indiano e Atlantico. Qui soffia un vento che ti porta via, ma tranquilli, la mia mole ha resistito con stile all’intemperie. Tralasciando i vari giretti nei parchi nazionali alla ricerca di animali, la vera missione della vacanza è stata la caccia al gnoccume surfista della costa. Ci abbiamo provato a Victoria Bay, Jeffrey’s Bay e East London, purtroppo con scarsi risultati: per via del freddo la popolazione di biondi abbronzati e consumati dalla salsedine era già migrata in lidi più tiepidi. Ovviamente siamo andati anche al Bloukrans River Bridge, dove c’è il bungee jumping più alto al mondo. Situazione: Giorgia soffre di vertigini e non se ne parla, Martirio ha lasciato perdere ancora prima di partire, per cui siamo rimasti in due: io e Davide. Visto lo strapiombo ci siamo cacati in mano e siamo ripartiti. Ah, dimenticavo, poi c’è stato quel giorno che abbiamo fatto 700 Km per arrivare a Durban. Dopo i primi duecento ci siamo dovuti fermare a Mthatha per sostituire i pneumatici, purtroppo definitivamente alle pezze. Qua sono tutti neri neri, non c’è un turista neanche a pagarlo. Strano da dirsi: l’attrazione eravamo noi, mai passato un italiano da queste parti. A Durban non c’è una lippa, a parte uno stadio nuovo di trinca e un casinò dove mi sono ustionata la lingua con troppo peperoncino, o peri-peri (si pronuncia piri piri, magari aggiungendo l'inflessione fantozziana, del tipo "ah ah, piri piri, ti pappo io!).
Oramai con le chiappe piagate e lo swing di salme da obitorio, siamo arrivati a Santa Lucia, luogo adatto per vedere tanti ippopotami, pure loro imbalsamati. Mi sono dedicata allo shopping con successo, una maga della contrattazione, scoprendo di essere collana-afro-compulsiva, praticamente drogata di perline e semi che compongono ogni sorta di collana. Ridendo e scherzando siamo arrivati a Graskop. Paesaggi aridi e canyon scavati dai fiumi. Guardatemi in tutta la mia karmica fierezza!!! Ho pure fatto una cosa un po’ audace. Se ti va clicca qui (http://www.youtube.com/user/wirtalagatta#p/a/u/0/jToMwBKDXp4).
Per non annoiarvi troppo e rischiare di essere ricoperta di insulti e malocchio vi dico subito che siamo stati tre giorni nel Parco Kruger. Abbiamo visto una cifra di animali, tutti belli e tanto africani, ma il più bello rimarrà il ruzzolamerda.

Infine siamo arrivati a Johannesburg. Ora, se tenete alla vostra vita non ci andate, se volete far crepare qualcuno consigliatelo vivamente. Noi ci siamo stati per spendere gli ultimi soldi e prendere l’aereo. Dimenticavo la cena di compleanno di Davide: ha provocato qualche effetto collaterale... Bello ‘sto viaggio. Eh sì!

Nessun commento:

Posta un commento