12.9.10

Sul filo della speranza


Ora che è passato l'attimo di rabbia mi chiedo che senso abbia pregare Dio, quello stesso Dio che si diverte a giocare con la vita come farebbe un bambino con gli insetti.
Mi chiedo dove fosse Dio o quale fosse il suo contorto disegno per te, Alessandro, quando ti ha donato, al contempo, un matrimonio e un tumore, un figlio e un'emorragia cerebrale. Io non so più credere ed aggrapparmi, non so più cosa e chi pregare.
Non è giusto a quarant'anni, ma non lo è mai. Non è giusto per tutta la fatica fatta per arrivare dove sei ora, non è giusto per tutta la vita che ti spetta. Non è giusto per chi si lamenta senza ragione, per chi innalza vessilli di compassione alle proprie fasulle amarezze quotidiane, non è giusto per tutto l'egoismo del mondo.
Non è giusto e basta.
Ma tu, combatti con coraggio.

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