28.11.10

Sale


Lasciare andare le persone, rompere legami consumati e malati è una delle faccende più complicate dell’animo umano, uno di quei passi fatti con il piombo alle caviglie. Portare alla rottura è necessario per continuare ad avere una vita che abbia la parvenza di normalità, quella fatta di progetti e speranze, per non rimanere nel limbo del rimuginio.
Nei rapporti in cui siamo coinvolti si riesce ad intravvedere, anche da subito, quali sono quelli destinati a funzionare e quelli votati alla rovina. Che poi ci si ostini a perseguirli pur essendo sbagliati, beh, questa è un’altra faccenda, comunque responsabile di farci girare come cani attorno al palo a cui ci siamo annodati con le nostre stesse mani.
In realtà, la nostra paura più grossa è avere la conferma che questi timori siano fondati; che nel momento in cui decideremo di troncare ciò che ci crea dolore, fastidio e disagio, avremo la dimostrazione che la storia non aveva ragione di esistere.
A volte sembra impossibile quanto sangue si riesca a perdere, o quante lacrime versare, quante nevrosi e disperazione riescano ad emergere, prima di poter arrivare a questa triste verità.
Quando ingoglieremo l’orgoglio della disfatta e ne prenderemo consapevolezza, allora vi dico, questa sarà la vera fortuna. Non importa quanti giorni, mesi o anni ci avremo perso dietro alla nostra convinzione, ma ammettere di averci visto chiaro, anche se brucia come il sale sugli occhi, significa già aver la base per poter ripartire.

1 commento:

  1. Esserne consapevoli e soffrirne lo stesso.
    E' il dramma di chi vuole vedere il bene, il bello anche dove non c'è. A priori decidi che tu puoi essere il cambiamento.
    Ma non è così. L'altro decide chi essere e io non posso niente.
    Mi piace questo pezzo, dimostra una nuova consapevolezza che apprezzo molto. :*
    *TeA*

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