23.3.11

Piadinizzami

Di seguito tutto il mio scibile in materia di piadina romagnola.
La piadina, o piada che dir si voglia, la trovi solo in Romagna. No, non è vero, perché è ovunque ormai.
Allora riformulo.
La piadina originariamente confinava a nord con Imola (a Bologna scordatela perché è già terra di tigelle), a sud con Pesaro, a est con il mare Adriatico, a ovest con l'Appennino toscocomesichiama.
Come muta l'accento delle persone, così la piadina cambia aspetto nelle varie località di provenienza. Nella zona settentrionale sarà spessa quasi un centimetro (che vi strozza in un sol boccone); scendendo la troverete sempre più sottile, sino alla versione marchigiana "sfogliata".
Vi lascio le regole fondamentali per riconoscere e gustare una piadina autentica, tutto il resto è solo frutto della globalizzazione.
1) La piadina si fa con lo strutto, non con la margarina vegetale.
2) L'olio extravergine di oliva non sostituisce lo strutto.
3) La piadina non si mangia a forma di cono o rotolo. Non è, ripeto, non è un kebab e nemmeno una tortilla.
4) La piadina si mangia rigorosamente senza posate, anche dovesse scottare come un carbone ardente.
5) La piadina va cotta su una teglia speciale, chiamata "testo". Se non ce l'avete va bene anche un'ampia padella antiaderente. Mai usare la piastra dei toast.
Quindi, se vi capiterà di mangiare con me questa pietanza, attenzione a ciò che fate perché sono tradizionalista in materia di piadina.
Buttate un occhio al videotutorial che ho realizzato con l'indispensabile ausilio di mia madre.

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