14.4.11

L'abbandono

Vediamo se riesco a spiegarlo in modo semplice. Ho il terrore dell'abbandono.
Va a capire da dove nasce. Forse quela volta che i miei mi hanno lasciato per qualche minuto nella macchina in divieto di sosta. Minuti che mi sono sembrati eterni, finché un vigile urbano ha spostato l'auto perchè intralciava il traffico.
Oppure quella volta che avevo 10 anni e tutti quanti erano scappati al capezzale della nonna morente ed io sola, come un'oca, in quella casa enorme.
Non dimentichiamoci di quando Alice a 8 anni se n'è andata a vivere addirittura in un'altra via. Beh sono traumi. Sono fatta così, tante amicizie superficiali e qualcuna veramente profonda. Mi attacco in maniera viscerale, che poi, se la vita ci mette il suo e ognuno va per la sua strada, io ci soffro smisuratamente. E non è che rimpiazzo le persone con altre, no, piuttosto sto nel mio angolino a leccarmi le ferite.
Chiamala difesa, chiamalo senso di abbandono, chiamalo come ti pare, ma non riesco a rimanere lì a rimuginare a lungo in complicate e acrobatiche masturbazioni mentali.
Sbaglierò, ma la vita deve andare avanti nel bene e ne male, quindi faccio un favore agli indecisi e taglio i rami.
Poi, magari, con il tempo si sistema, ma comunemente chiudo la porta e non la riapro nemmeno per spiare sull'uscio.

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