11.6.11

Matrimoni, che due palle

Pensavo che a questo punto fosse finito il periodo dei matrimoni e fosse arrivato quello dei battesimi e delle comunioni. Tuttavia oggi dovrò partecipare ad una di queste tediose cerimonie, in questo caso di una persona che non conosco quasi per nulla, per intenderci, nemmeno la sua futura moglie.  
Mi toccherà rivedere gente dell'università e riempirmi la bocca di frasi di circostanza per aggiornarli sulla mia vita dalla laurea in poi; le stesse che ho ritrovato su facebook ed hanno ricambiato l'amicizia solo per condividere una reciproca padellata degli affari dell'altro.
Allora dovrò strizzarmi dentro un tubino, che sarà nero anche se lo vieta la regola comune, ma almeno snellisce. Indosserò tacchi alti sperando di non dover muovere più di dieci passi in tutta la giornata, ricevimento incluso. Metterò chili di mascara e ombretto, laccherò le unghie di smalto fresco, pettinerò i capelli nel miglior modo possibile. 
Ricorderò i momenti del mio matrimonio e ne farò il confronto, dove, ovviamente, il mio ne uscirà il migliore di tutti i tempi, e  giustamente, con la fatica che si fa a preparare questi eventi.
Perché? Questo non lo so, forse è solo un riflesso condizionato. Così è stato, e continuerà ad esserlo sempre.
Parto senza alcuna aspettativa, così non rimarrò delusa;  la regola basilare che andrebbe applicata in ogni circostanza della vita.

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