7.8.11

Insomma

Mi auguro di non essere l'unica a pensare che essere originaria di un luogo turistico di vacanza possa essere tutt'alto che una fortuna. 'Ma che fortuna tu che puoi tornare a Rimini quando vuoi!'. Certo, quando non devo lavorare e/o ci sono le strade intasate dal traffico. Ma fortuna cosa? Non è una vacanza al 100%. Ovviamente c'è chi per qualsiasi motivo una vacanza non se la può permettere, e questo discorso risulta un affronto privo di rispetto, ma il mio punto di vista è differente. Infatti, sei costretto a vedere il turista che viene a passare il suo tempo e a spendere il suo sudato denaro per arricchire la gente del posto come un povero sfigato decerebrato. Tu sei lì in mezzo a loro, che sai da sempre come gira il fumo ed eviti i luoghi frequentati dagli stranieri, costretto a ghettizzarti nei soliti quattro locali, che diventano due in inverno.
Il problema fondamentale, di cui non ho mai capito il motivo, è perché una persona sclerotica stressata e nevrastenica che viene dai poli industriali, una volta varcato il confine riminese, si trasformi in ameba con rigoli di bava a lati dalla bocca, sguardo vacuo e deambulazione lenta e casuale nelle strade di traffico misto, dove misto intendo dove ci passano pedoni, auto, motorini, biciclette e risciò.
Perché, dio santissimo, quando devi tornare dalla spiaggia, riesci ad evitare incidenti per puro miracolo e maestria maturata dall'esperienza pregressa? Perché il turista si rilassa e io no? Perché non divento una bacca qualunque che si stacca dalla pianta e rotola nel sentiero con andamento aleatorio? Perché?!?!?!
Capisci allora il motivo per cui non mi sento mai in vacanza del tutto quando sono a casa?
E' inutile, le ferie tanto vale farle fuori o non farle per nulla.

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