21.9.11

Maledetto l'orgoglio che ti veste


Andava tutto bene, avevo fatto pure una buona uscita. Ci siamo messi d'accordo per cenare dal calabrese, quello che fa un pizza stellare, e poi saremmo andati al centro commerciale per fare i regali alle sorelle. Solo che non avrei mai pensato, una volta salutato Vincenzo, che mi sarei quasi accasciata fuori dal locale. Io una fitta così non l'avevo mai provata prima, e a piangere come una bambina lacrimoni grossi come gavettoni di ferragosto.
Ti prego portami a casa che non sto dritta.
E che ne so cos'è, una colica renale forse, la sciatica chissà. Vediamo stanotte come va.
Il punto è che sono abbarbicata al mio silenzio, rispetto anche le scelte prese nella rabbia, non transigo più nemmeno sulle parole dette con crudeltà; però cazzo, c'è sempre un ma o un però. Però maledetto l'orgoglio che ti veste.
Quando stai male senti tutto il vuoto di quello che è venuto a mancare.
Maledetto l'orgoglio che ti veste.

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