23.10.11

La tuta di pelle

Mentre correvo riflettevo su cosa avrei scritto in questo post, e giuro, nella mia testa suonava molto meglio, ma dopo quasi 32 km tutto è più stonato.
Sappiamo tutti chi  ha avuto oggi la disgrazia di morire e per tanti motivi questo fatto avrà un'enorme cassa di risonanza mediatica. Mi ha colpito perchè non te l'aspetti durante una pigra domenica mattina, in realtà non ci pensi proprio possa succedere nonostante l'estrema pericolosità di questo sport.
E questa perdita improvvisa mi ha riportato alla mente una fatto successo nemmeno un paio di mesi fa durante l'omai infinita ricerca di una nuova casa. Tra i vari venditori trovai un team manager della Moto2, piuttosto giovane, con la famiglia buttata per aria e con l'idea di trasferirsi a Misano, chè tanto lui, sempre in giro per il mondo, a casa non ci stava mai.
Ci mostrò la cantina e lì, al centro, stava appesa una tuta in pelle rossa, sbrindellata all'inverosimile. 'Beh,quella?'.'No, nulla, semplicemente un ricordo'.
Ecco, credo che ogni pilota tenga chiusa in cantina una tuta lacera come quella, per ricordarsi tutte le volte che l'ha scampata, per tutte le altre quando ha dovuto inghiottire la paura per tornare in sella dopo una caduta a 300 Km/h; per rammentare che gli uomini sono eroi la cui anima vive nel mondo degli dei, ma il corpo sulla terra.

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