2.10.11

L'acqua calda


Questo sarebbe il momento di mettere nero su bianco uno di quei concetti basilari che la vita mi ha insegnato. Lo devo scrivere perché faccio fatica a ricordarmelo; vuoi l'età, vuoi la capacità recidivante di riporre una fiducia smisurata nelle persone, nel sopravvalutarle, nel idealizzarle, etc etc etc.
Insomma, senza farla lunga, il concetto è il seguente: conoscere una persona significa viverla.
Capire una persona davvero vuol dire averla di fronte; una chat, uno schermo, un telefono non possono sostituire questo principio basilare. Lo sappiamo tutti che dietro questa protezione si può far intendere qualsiasi cosa all'altra parte. Si potrebbe far credere di avere una vita piena e interessante, di essere sempre allegri e contenti; all'opposto, di essere gli sfigati a cui la vita non ha mai donato nulla e che piace essere tanto compatiti.
Essere diavoli o santi non farebbe differenza, in fondo, chi andrebbe a verificare?
Mettiamo il caso poi, ma solo ipoteticamente parlando, che due persone possano finalmente incontrarsi dopo tanto tempo e differenti progetti a proposito, tuttavia solo una è smaniosa e felice dell'agognato momento, l'altra invece comincia a cercare scuse ridicole, facendo di tutto per evitare la "resa dei conti".
Ecco allora che in quell'istante sorge il dubbio che il ruolo di cui siamo stati investiti sia solamente quello di essere un semplice riempitivo di tempi morti, una lucina verde in un piccolo spazietto virtuale.
Il mio consiglio è di diffidare da queste compagnie, a meno che non si cerchino esattamente le stesse cose, cioè superficialità e cibo per l'ego.
Ho scoperto ancora l'acqua calda.
Brava, brava bambina.

1 commento:

  1. Deligere oportet quem velis diligere

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