29.12.11

La versione di Barney (Mordecai Richler)

Mike mi ha ripetuto per l'ennesima volta che avrei il pianoterra tutto per me. Dà sul giardino, ingresso indipendente. E per i bambini, che sono pazzi di Venerdì 13, sarebbe fantastico passare un pò di tempo col nonno. Peccato che io detesti essere nonno. Lo trovo indecente. Dentro di me continuo ad avere venticinque anni, massimo trentatrè, tò. Certo non sessantasette, con quel che ne segue - la puzza di stantio e di sogni infranti, l'alito cattivo, le gambe che avrebbero un disperato bisogno di una bella lubrificata. E ora che mi è toccato farmi mettere un'anca in vera plastica, non sono neppure biodegradabile. Gli ambientalisti mi negheranno il diritto alla sepoltura. (cit. p.32)

"C'è chi colleziona francobolli, o scatole di fiammiferi" mi ha detto una volta. "Tu collezioni rancori". (cit. p.32)

"Se vai a dire in giro che mi hai visto in questo stato non te lo perdonerò mai". "Non ne farò parola". "Giura". Giurai e rimasi con lui finchè non smise di tremare, scivolando in un sonno profondo. Ma lo avevo visto andare in pezzi davanti ai miei occhi, e questo, caro lettore, è un modo sicuro per farsi un nemico. (cit. p.122)

Finché non gli è rimasto un minimo di lucidità, Barney Panofsky ha mantenuto fede alle proprie convinzioni. E cioè che la vita è assurda, e che nessuno di noi, in pratica, capisce gli altri. (cit. p. 483)

[Mordecai Richler - La versione di Barney - Gli Adelphi]

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