30.1.12

Neve che brucia



Alla fine a Novara ci sono stata, poi avendoci dormito sopra una notte sono riuscita anche a metabolizzare parte della rabbia e della delusione con cui sono arrivata alla fine; oggi ne rimane solo un forte mal di schiena e la voglia di migliorare. Però ieri, uh ieri, ieri erano solo lacrime e disperazione, singhiozzi e la certezza che questa manifestazione sia stata la peggiore in assoluto. Non che nelle altre sia mai brillata, anzi, i risultati sono stati similari, ma le sensazioni non sono mai state così pessime dall'inizio alla fine come questa.
Vuoi che te le elenchi, caro lettore? No? Va beh, vinco io e te le dico lo stesso.
Innanzi tutto il tempo nel mese di gennaio è sempre stato favoloso e soleggiato, con picchi di temperatura quasi primaverile, invece domenica scorsa è stato decisamente inclemente presentandoci la grande assente della stagione invernale: la neve. Quindi ci troviamo sotto la partenza in poco meno di 900, con ben 300 persone che hanno dato forfait.
Senso di nausea e gastrite hanno lasciato il passo alle raffiche di vento con neve. Il fondo a tratti scivoloso e la monotonia del paesaggio non hanno aiutato una testa che non ne voleva sapere di collaborare due gambe rigide come ciocchi di legno.
Dal mio infinito essere insoddisfatta emergono due considerazioni, la prima è che mento a stessa quando affermo di non essere interessata alla competizione; altrimenti non mi spiego il rosicone alla vista dei compagni di squadra che sfrecciano al traguardo con largo anticipo. Per cui dovrò rimboccarmi le maniche e mettermi d'impegno se voglio migliorare e scendere nuovamente sotto le due ore.
La seconda considerazione va a braccetto con la prima, infatti per diminuire il passo è necessario che mi liberi del mio zainetto di ciccia. E' risaputo che un corpo più leggero sia in grado di correre più velocemente ed sia meno soggetto a traumi muscolari e tendinei. Nel mio stato di pressoché cicciobombolitudine perpetua entra in gioco un progetto in cui sono entrata a far parte grazie a Marcello, ma non voglio parlarne qui perché è molto interessante e merita un discorso approfondito.





Say cheeeese.


(credits foto: podisti.net)

4 commenti:

  1. Correre al freddo, al vento e su un fondo scivoloso non è da tutti. Brava!
    Solidarietà per la cicciobombolitudine.
    Ma parlami del progetto di Marcello...

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  2. MA NON LAMENTARTI...

    hai fatto cmq un buon tempo,cara capretta!!!!

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  3. Grazie mille, Simone! Presto, anzi prestissimo, ti racconterò tutto dettagliatamente.:)

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  4. Dai che i momenti duri passano in fretta. Tra un paio di settimane il freddo non ce lo ricorderemo e tempo un mese sei di nuovo sotto le due ore. Poi comunque una mezza insieme prima o poi la facciamo eh!

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