15.2.12

Wunderbar Berlin



Questa volta sono stata un po' scaramantica, abbiamo prenotato e siamo partiti in silenzio. Avevo paura di inciampare da qualche parte e non riuscire a mettere il sedere sull'aereo; e ora sono a Berlino, con un bisogno estremo di staccare la spina da scadenze, lavoro, colleghi, etc etc.
Beh sono qua, in Germania per la prima volta, e mi sono detta tutto il tempo oh, ma che bello, tutto ordinato, la gente educata e civile; nessuno frega e tutti fanno il biglietti sui mezzi sebbene non ci siano tornelli in giro. Tse figurati in Italia, ladroni e lamentoni come siamo.
E poi c'era quello nella U bahn che aveva un serramanico grosso come una spanna in un fodero, proprio lì, al posto del cellulare. Poi ho pensato che non avesse tutti i torti, che forse si sarebbe fatto capire meglio così in certe situazioni.
Ma tutto il giorno ho patito un freddo, ma un freddo, che non potevo nemmeno lamentarmi, in fondo cosa ti aspetti a febbraio in GermaGnia, eh? Ti sembra forse strano che ci siano gli iceberg nello Sprea?
Tanto ci sono una moltitudine di posti dove andare a ripararsi dal gelo, oppure a riposarsi su calde panchine per ore senza che nessuno venga a controllare con lo specchietto se tu sia ancora vivo o uno stoccafisso del Baltico. A farci bene caso gli unici imbottiti come omini michelin eravamo solo io e marito; poi capisci perché a marzo vedi tedeschi garruli in sandali e shorts sul lungomare riminese.
Poi l'ultima e vado a lanciarmi sotto la doccia, a me quella signora che puliva i cessi al centro commerciale non è che mi sia piaciuta tanto, cioè non lei in senso estetico, ma lei quando passava ad asciugare goccioline di pipì sul bordo della tazza (ehm, tutta colpa di patate tremolanti). Bah, a me tutta 'sta igiene ok, ma non con lo stesso straccio per tutti i cessi e poi sui lavandini. Vabbuo', sono scassacazzi e buona notte, anzi gute nacht.



Credits foto: voglioviverecosi

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