12.4.12

Unghie


Cammini per strada, vai al lavoro, è uscito un sole fantastico, di quelli che fanno ridere gli occhi. Oggi sarebbe la giornata giusta per i cambiamenti, perché quei raggi scaldano e non scottano, l'aria è fresca e ti pulisce il cuore, fa volare vie le nuvole che ci hanno abitato. 
Poi l'unghia, troppo fragile rispetto alla corazza che ti sei costruita, colpisce l'impermeabile e si sbecca. Quella rotondità interrotta ti farà compagnia finchè non riuscirai a sistemarla, è la realtà che ti mette il piombo alle scarpe. Stavi volando? Sbagliato, scendi. 
L'unghia del pollice, la peggiore, perché tutte le altre andranno a saggiare quella scanalatura, l'indice, il medio, l'anulare e anche il mignolo. Tutte e quattro a martoriarla, ognuna impegnata a tenerti un lembo del cervello occupato. 
La vita è questa, cerchi di non pensarci ma ogni singola cosa, persona o fatto, ti porterà alla mente quello che vuoi scansare. Ti sei fatta male, perché sei un crocchio di difetti fisici che cozzano con una volontà sognatrice e incosciente. Ti sei ferita ancora, due, tre, quattro volte, hai smesso di contarle. 
Sei ferma ai blocchi, scalpiti e vuoi ripartire, ma il via non te la può dare nessuno.

1 commento:

  1. ...ed anche questo fà parte del gioco, cercare continuamente nuovi stimoli, caricarsi di aspettative, sognare, e ripartire

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