21.5.12

Vivo sui piedi


Vivo con gli  occhi sui piedi, i miei e della gente. Non alzo più la testa da tanto di quel tempo ormai, ché i pensieri pesano, si lasciano pezolare dai lobi e dai capelli, e non importa se li abbia tagliati corti, loro hanno comunque mani piccolissime e tenaci per rimanere attaccati.
Vivo sui piedi.
Oggi in riunione c'eravamo tutti quanti, e si dice che dalle scarpe si possa capire chi si ha di fronte. Nonostante questo non ho mai capito nulla, perché ci sono scalpe altezzose, ci sono scarpe che ti pugnalano alle spalle, scarpe menefreghiste e arriviste, ci sono scarpe frustrate, ci sono scarpe stanche e rassegnate; invece, a ben guardarle, sembravano tutte uguali, semplici e comode, involucri anonimi delle ossa che portano la fatica. 
Allora il detto non ci azzecca molto, ma poi mi sono dovuta ricredere.
Questo mese ho acquistato due paia di scarpe, il primo è altissimo, da vera femmina. Dentro ci stavo una meraviglia e non volevo più toglierle. Fatto sorprendente come il sole al tramonto. 
L'altro paio è per la corsa. Quello del negozio mi ha detto che mi serviva una scarpa con appoggio neutro, ma che comunque mi proteggesse. E' così morbida che sembra di volare, ma sa anche ferirmi e le vesciche mi hanno già segnato la pianta.
Senza volerlo, pur non volendo guardare in faccia il mondo, ho scelto scarpe che riflettessero ciò che sono ora, una donna che vuole mostrare con orgoglio la sua femminilità, una donna che ha bisogno di regole e di sentirsi protetta dal mondo stesso in cui fa sfoggio di sé.

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