22.10.12

Namibia: Otjiwarongo - Outjo - Okaukuejo - Etosha National Park

Il viaggio continua da qui.

VENERDI' 10 AGOSTO 2012 

Ci svegliamo presto, vuoi perché abbiamo già dormito quelle 10 ore (che non succedeva dall'80), vuoi anche per sfruttare tutta la luce a disposizione. Nel nostro lodge ci sono pochi ospiti, dal libro delle registrazioni vediamo che per la maggior parte è punto di appoggio per viaggiatori locali di passaggio per lavoro. Il cibo offerto nella colazione lascia a desiderare, specie la salsiccia di fegato. 
Alle 8:00 riusciamo a metterci in viaggio, ci sono 15°C.
Il paese di Otjiwarongo non offre nulla, se non i servizi più comuni come qualche pompa di benzina e supermercati; le case sono tutte recenti, ad un piano, colorate e ordinate.
Imbocchiamo la B1 e poco fuori dal paese c'è l'unica attrazione considerevole: la locomotiva 41, che veniva utilizzata per trasportare l'oro, poi dismessa nel 1960 quando venne modificato lo scartamento dei binari.
Locomotiva 41 presso Otjiwarongo
Riprendiamo strada ed entriamo nella regione del Kunene; dopo circa 60 Km ci fermiamo a OUTJO, all'intersezione fra le strade statali C39 e C38. Anche qui c'è poco da visitare, il paese è ancora più piccolo del precedente, con l'unica differenza che è molto affollato di turisti per via di una pasticceria che è considerata una vera istituzione, l'Outjo Cafè Backerei è costituito da tre parti: un internet point, un bancone pasticceria dove si sceglie la pastarella e si paga, quindi con il piattino ci si siede in una terza zona all'aperto dove si ordina e si paga a parte il caffè. Un po' elaborato, eh?
La pasticceria non è nulla di eccezionale, le paste somigliano a quelle servite nei nostri bar per colazione, perlopiù sono prodotti da forno. Ordiniamo un cappuccino con schiuma, ma quest'ultima sembra opzionale da queste parti, in più tutto ha un vago sapore di Nescafè al cioccolato.
3 paste: 35 N$ + 3 cappuccini: 40 N$.  Se ne deduce che i prezzi siano prettamente turistici, così come nel negozio di artigianato attiguo. 
Outjo Cafè Backerei
La temperatura si è già alzata a 23 °C e non sono ancora le 10. Prendiamo la C38 per avvicinarci all'Etosha National Park, anche questa strada è in ottime condizioni; subito a destra per la D2695 troviamo l'ingresso al TOSHARI LODGE  in cui ci fermeremo per due notti, una piccola oasi verde nell'aridità della savana circostante (1300 N$/notte in doppia,  850 N$/notte la singola, mezza pensione). L'accoglienza è calorosa, la struttura è molto elegante e consta di una zona comune con tetto in paglia, una piscina, e tutto attorno sono sparsi i bungalow. 
Portiamo i bagagli nel nostro alloggio, frattanto facciamo amicizia con un suricato che vive all'interno del lodge; questo, oltretutto, è un maschietto arrapato che non perde tempo per abusare del mio braccio scambiandolo per un suo simile. 
I suricati sono animaletti che si addomesticano facilmente, e qua vengono portati a spasso come i nostri cani da borsetta.
Suricato presso Toshari Lodge
Pur essendo l'Etosha veramente esteso dispone di soli tre lodge, per cui siamo stati obbligati a scegliere questa struttura fuori dal parco.
Uno dei vantaggi di pernottare all'interno del parco è sicuramente quello di poter partire all'alba appena vengono aperti i cancelli, moltiplicando così le probabilità di incrociare animali difficili da vedere come i felini. Ho incontrato gente che pur di dormire all'interno ha affittato 4x4 tendati, trovandosi poi congelati una volta che la temperatura è calata di notte. 
Ad ogni modo, per noi è appena passato mezzogiorno e dobbiamo metterci in moto perché i cancelli chiudono alle 17:30. Dopo aver percorso sulla C38 i 29 Km che ci separano dal parco, varchiamo i cancelli dell'Andersson Gate: è un ingresso che regola il flusso di visitatori tramite una pre-registrazione, bisogna compilare un modulo in cui si inseriscono i dati dell'auto, il numero di partecipanti e del guidatore. 
Nota bene: qui non si paga, la cassa si trova all'interno del lodge OKAUKUEJO a 17 Km di strada asfaltata dal gate.  
Paghiamo (80 N$ a persona + 10 N$ auto) e prenotiamo un game drive per il giorno seguente con la NWR, l'agenzia che regola le strutture ricettive e la maggior parte delle attrazioni turistiche . 
Varchiamo finalmente il cancello vero e proprio del parco: le strade sono tutte sterrate e bianche, una polvere sottile si insinua ovunque, deleteria per i motorini dei vetri elettrici (un paio si bloccheranno quasi  subito, rendendoli inservibili), per le macchine fotografiche e per la nostra pelle. Il limite è fissato ai 60 Km/h, in alcuni punti addirittura ai 20. E' tassativo rimanere all'interno dell'abitacolo e non uscire dalle piste tracciate. 
Ci sono 29°C, il sole batte a piombo, non c'è nemmeno una nuvola, ma solamente una foschia che dà una nota di grigio al cielo.
L'Etosha NP è stato fondato nel 1907, epoca in cui la Namibia era ancora una colonia tedesca. La parte centrale del parco è costituita dall'Etosha Pan, una depressione salina di 5000 Km, si ritiene che fino a circa 12 milioni di anni fa quest'area fosse un lago poco profondo alimentato dal fiume Kunene, poi  questo cambiò il suo corso facendo in modo che si asciugasse. Potendo percorrere tutte le strade del parco si coprirebbero 3550 Km di sterrato, si trovano 86 pozze d'acqua, sia artificiali che naturali, ottimi luoghi per avvistare animali che cercano un posto per abbeverarsi.
Etosha Pan
Limitati dalla velocità e dal fondo ghiaioso che alza i sassi che è una meraviglia, riusciamo a percorrere solo i sentieri adiacenti al lodge da cui siamo entrati (Itinerario: Etosha Pan Lookout, Nebrownii, Gambsbokvlake, Olifanstsbad, Aus, Ondogab, Kapuhedi, Okakuejo, Gaseb, Ombika, Anderson Gate).
Vediamo tantissime zebre e impala, parecchi orici, qualche giraffa, due sciacalli e un elefante molto anziano. E' vero che non siamo nell'orario molto congeniale per avvistare animali, ma fare il confronto con altri parchi visti in Africa viene facile, sia come quantità sia come varietà in termini poco positivi.
Impala

Oryx o Gemsbok

Secretarybird

Zebra

Giraffa mentre si abbevera

Sciacalli

Alcefali

Blackfaced Impala

Elefante
Arriviamo all'Andersson Gate per le 17:00, bisogna mostrare la ricevuta di pagamento prima di uscire, il sole sta tramontando. Quello che mi stupirà ogni giorno di questo paese sarà sempre il cielo, i colori del tramonto e la coperta di stelle, qui infatti l'inquinamento luminoso è pressoché assente e l'unico intralcio ad ammirare la via Lattea è solamente la stanchezza che ci prende dopo la doccia e la cena.
Due pipistrelli fanno la ronda attorno al bungalow e alle nostre teste, abitualmente mi spaventerebbe, ma qui siamo a nostro agio e non me ne preoccupo finché uno di loro non mi punta per mangiarsi una mosca che mi vola vicino. 
Riusciamo a tirare le 20 per andare a cena. La sala da pranzo ha un soffitto alto almeno 15 metri, è piena di ospiti, la maggior parte tedeschi e italiani. Abitualmente quando c'è tanta gente, la cena viene servita a buffet; stasera accompagniamo lo spezzatino di kudu con un merlot sudafricano. 
Alle 22 siamo a nanna. Oggi abbiamo percorso 341 Km, di cui 108 su strada non asfaltata. 


SABATO 11 AGOSTO 2012 

Ci svegliamo alle 6:00, credo di essere stata l'unica ad avere problemi con il piumone, o troppo caldo o troppo freddo, e mica si possa scegliere una via di mezzo; a colazione la sala è già strapiena, infatti tutti hanno in programma game drive all'Etosha.
Alle 7:00 usciamo dal lodge e troviamo già 4-5 auto in coda per entrare, nonostante questo una mezzoretta dopo siamo già a Okaukuejo. In prossimità del lodge c'è una pozza molto grande che attira tantissime zebre e gnu, in più è possibile uscire dall'auto in quanto la recinzione è elettrificata.
Gnu presso pozza di Okaukuejo

Zebre presso pozza di Okaukuejo
Nel lodge, ma pure altrove, troviamo nidi enormi di uccelli, talmente grandi che riescono ad abbattere la pianta per il loro peso esagerato. Sono costituiti da paglia e l'ingresso avviene tramite buchi dal lato inferiore, questo per proteggersi da serpenti che si potrebbero calare dall'alto.
Nido di uccelli
Quindi facciamo benzina, paghiamo l'ingresso e entriamo nel parco alle 8:30. E' già tardi. Questa volta ci spingiamo verso le propaggini occidentali del parco, una parte remota e molto più arida dove capita di non incontrare nemmeno un animale o altri visitatori, quando si è fortunati una giraffa o uno scogliattolo (Itinerario: Okaukuejo, Leeubron, Charls Marais Dam, Leeubron, Okondeka, Wolfsnes,Okaukuejo).
Scoiattolo di terra
Con la nostra auto riusciamo a viaggiare benissimo per queste strade, anche perché la velocità è obbligatoriamente ridotta dalle regole del parco, un 4x4 sarebbe stato utile per avere una visione un po' più dall'alto del paesaggio. Certo, fa sempre ridere vedere certuni su veicoli per il deserto estremo, come se dovessero esplorare luoghi remoti e pericolosissimi, vestiti come se fosse la loro missione conquistare terre ancora inesplorate. Insomma, i livelli di sfigataggine e di anacronismo  sono altissimi. 
La strada porta sino al Dolomite Camp, dove il transito è interdetto a chi non pernotta al suo interno, sarà un posto esclusivissimo e pieno zeppo di animali, altrimenti non ci spieghiamo il motivo. 
Purtroppo questa zona è ancora più povera di animali di quella del giorno precedente. 
All'interno del parco ci sono un paio di paio si punti per sostare (c'è chi ci pianta pure la tenda), con bagni rudimentali (ma puliti!) sono gli unici posti dove si può scendere dall'auto per sgranchirsi, infatti si è protetti da una recinzione molto alta e da un cancello. 
Poi, stranamente, sotto il sole cocente di mezzogiorno incontriamo due enormi elefanti in transito verso l'uscita del parco (!).
Elefanti
Ci fermiamo per pranzo a mangiare qualcosa, i prezzi nel market sono equiparabili a quelli italiani, quindi decisamente alti per il posto. Le impiegate della reception, con tutta la calma del mondo, ci fanno compilare la modulistica prima di partire per il game drive pomeridiano, paghiamo 500 N$ a testa per 3 ore. 
Alle 14:00 incontriamo la nostra guida, un tizio in coppola e ciabatte che mastica male l'inglese. Saliamo su una jeep da 10 persone, insieme a noi c'è anche una coppia di anziani inglesi: lui con due reflex e due cannoni stratosferici, nella gara a chi ce l'ha più lungo e grosso vincerebbe nettamente su tutti; lei invece è solo una grandissima stracciamaroni.


Ci affidiamo a un game drive organizzato nella speranza di vedere più animali, sai mai che l'esperienza della gente del posto possa essere utile per distinguere le forme nella macchia. Un cazzo invece, una delusione completa, perché ripercorre le stesse strade che abbiamo fatto noi, ma senza soffermarsi su nulla se non su un gruppo di operai intenti a lavorare attorno una pompa di un pozzo. Gli unici animali degni di nota sono un rinoceronte nero e un gatto selvatico, per il resto ci troviamo a ritmo di lumaca a farci passare il tempo o a correre per la fretta di arrivare al cancello nella polvere e nell'aria secca (la jeep è scoperta!).
Alle 17:00 la guida ci smolla nel parcheggio senza tante cerimonie, di mancia non se ne parla. 
Rinoceronte nero

Facocero
Torniamo al lodge, che nel frattempo si è riempito così tanto da faticare a parcheggiare, marito ne approfitta di fare qualche esercizio, sai il fisico non conosce vacanza, io mi fracasso il naso contro una porta finestra tanto pulita da risultare invisibile. 
Ceniamo prima della sera precedente, il game drive ci ha messo appetito. Stasera bistecca di springbok e cabernet sauvignon. In questo lodge non manca verdura e frutta, in altri posti sarà più difficile trovare la stessa varietà. Ricordo che tutto quanto viene importato dal Sudafrica.
Il personale ogni sera si esibisce in canti e balli namibiani per poter tirare su qualche soldo con i turisti, se non è gente della struttura saranno gruppi di bambini o ragazzini dei paesi vicini. Anche stasera c'è lo spettacolo che abbiamo visto la sera prima, salvo qualche variante.

video


Oggi abbiamo percorso 227 Km, di cui 150 Km su strada non asfaltata.


 

Nessun commento:

Posta un commento