1.10.12

Namibia - Una prefazione


Passo di qui dopo una lunga pausa in cui ne sono successe di ogni, ho trascurato questo posto per troppo tempo, un po' per pigrizia e un po' per la sindrome del "oggi no, ma giuro, domani scrivo". Anche se con un mesetto abbondante di ritardo ho deciso di pubblicare il diario di viaggio delle ultime vacanze. Perché? Per me, come memoria personale, e per chi vorrà spunti e consigli su una destinazione che sta prendendo sempre più piede, la Namibia.
Per fare un esempio, metti il caso tu abbia comprato una guida turistica per la Namibia, non quella della Lonely Planet, so che sarebbe difficile dato che in italiano c'è solo quella, ad ogni modo comincerebbe in questa maniera: "Questa è la Namibia, noleggiate un 4X4 per visitarla o statevene a casa".
Il viaggio è il frutto di una lettura molto attenta della suddetta guida, di una cifra di forum e di diari; e ce ne fosse stato uno che avesse posto l'accento sulla scelta dell'auto, il chè se uno vuole risparmiare su una meta già di per sé esosa può fare la differenza anche di un migliaio di euro sul budget (non che non si riesca con un 2X4, noi ce l'abbiamo fatta, magari sarei tornata con meno capelli bianchi, ecco).
Premetto che questi post dedicati saranno molto lunghi e dettagliati, quindi piuttosto noiosi, ma spero utili a chi vorrà intraprendere un viaggio del genere, viaggio che è molto gettonato nella fascia 35-65 anni, infatti ci puoi trovare tranquillamente famiglie anche con bimbi abbastanza piccoli (5-10 anni), gruppi di pensionati corredati di nipotine adolescenti al seguito, coppie attempate, qualche spaesato neosposino, tanti italiani, moltissimi tedeschi, qualche inglese, pochissimi americani e giapponesi.
Bisogna inoltre essere pronti a trascorrere tante ore in  macchina, una media di 5-6 ore al giorno, fare levatacce per sfruttare tutta la luce a disposizione, in quanto di notte non è assolutamente raccomandabile guidare; infine essere pronti a non avere copertura della rete telefonica mobile per molti chilometri.
Facendo i dovuti scongiuri bisogna sperare che non succeda mai nulla, perché a meno che non si affitti un telefono satellitare in loco, su certe tratte è difficile incontrare altre persone. Non parliamo poi degli ospedali, partite in buone condizioni, un soccorso tempestivo è impensabile, sempre si riesca a chiedere aiuto.
Detto questo, non voglio spaventare nessuno, tantissima gente ci va e non ho letto nessuna lamentela. Chi vuole può andarci con viaggi organizzati di gruppo, oppure affidarsi ad agenzie italiane; tuttavia, ci si può organizzare anche da soli e risparmiare: è sufficiente una carta di credito, una connessione ad internet, essere un tantino sgamati con l'inglese e il gioco è fatto. 
La prima cosa fatta è stata prenotare il volo. Generalmente le tratte che partono dall'Italia prevedono uno scalo africano per poi atterrare nella capitale, Windhoek. Alternativamente si può pensare di scegliere la compagnia di bandiera Air Namibia, che esegue volo diretto Francoforte-Windhoek; quindi il secondo passo è stato prendere il volo dall'Italia per arrivare a Francoforte, e qui l'offerta non manca davvero. Tutto ciò è stato fatto con diversi mesi di anticipo, tipo 6. Stavolta abbiamo rischiato e non non ci siamo muniti di nessuna assicurazione sul rimborso del biglietto nel caso ci fosse verificato qualche impedimento a partire.
Terzo passo, trovare un itinerario di viaggio che facesse al caso nostro come giorni; tanti tour operator ne propongono di dettagliati, persino con le strutture. Ne abbiamo scelto uno ed abbiamo cominciato a contattare gli hotel. 
La Namibia purtroppo non ha una struttura ricettiva equiparabile a quella di tanti paesi, pur essendo il turismo una sua fonte di sostentamento. D'altronde cosa vuoi pretendere se tutta la popolazione, che non supera quella del centro di Milano, è sparpagliata su una superficie quasi 3 volte quella dell'Italia? 
Mandando e-mail agli hotel siamo stati dirottati su un'agenzia namibiana che gestisce le prenotazioni, si chiama Cardboard box travel shop, rapidissima nelle risposte e flessibile nelle richieste. Una volta prenotato tutto si paga con carta di credito, in questo caso è stata accettata anche una normalissima poste pay. Quando possibile è raccomandabile scegliere la formula di mezza pensione, infatti c'è poco o nulla al di fuori di dove si pernotta e gli hotel danno comunque per scontato che tu viaggiatore ti fermerai a cena da loro senza nemmeno chiedere conferma.
Quarto e ultimo passo, noleggiiare l'auto. In Namibia sono presenti tutte le maggiori compagnie di car rental, noi abbiamo scelto quella più conveniente ovviamente, in questo caso la Budget. In fase di ritito dell'auto abbiamo poi esteso la polizza, per 10 euro in più al giorno ci siamo assicurati contro danni ai cristalli e pneumatici, è con il senno di poi è si è rivelata una scelta sensata.
Facile, vero? 
Quindi, se riuscirò a tenere fede a questa promessa, e se gli impegni che non mi mollano in questo periodo me lo consentiranno, dovrebbe venire fuori qualcosa di interessante da questi racconti. So, stay tuned.

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