4.10.12

Ti seguo

Ti seguo nel tuo allenamento, non sarà lungo ma chiedi ti stia vicino, per allungarti la borraccia dell'acqua o per sapere a quale chilometro ci troveremo. 
Ti seguo e corri, il tuo incedere sulla terra battuta, il ritmo costante quasi ipnotico dei passi, e io mi incanto come da piccola facevo davanti alle vetrine piene di giocattoli. 
Ti seguo a poca distanza, di fianco solo pochi rumori, ma in realtà non li sento talmente mi sono estraniata da tutto. Hai una buona andatura, non sembra nemmeno tu faccia fatica: perfetto, elastico e snello. Quanto vorrei avere anch'io la stessa naturalezza, invece sembro un informe sacco di patate, paonazzo e ansimante. 
Ti seguo e mi accorgo di un dettaglio a cui non avevo mai fatto caso prima: tu saluti tutti quelli che incontri, quelli che corrono ovviamente, come ci si saluta sui sentieri montani, tra motociclisti e raramente tra ciclisti. Quel piccolo gesto estratto dalla fatica di tendini e legamenti già in movimento. Hai sempre un cenno per tutti: da quello che corre da una vita ed è bravo quanto te, a chi ha appena cominciato e a malapena riesce a coordinare fiato e muscoli.
Ti seguo e sorrido di tutto questo, intanto mi riempio di tenerezza e orgoglio.

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