28.12.12

Il falò delle oscenità

Le ferie natalizie sono il periodo giusto da strascorrere in compagnia di parenti e vecchi amici; le giornate sono fredde e uggiose, e oltre a mantenere vivo il gusto per la crapula c'è poco altro da fare. Per cui, chissà perché, in ogni famiglia che si rispetti -  e non -  ci sarà sembre l'ubiquitaria tombola. Io odio la tombola. Come odio la tombola mi stanno antipatiche altre mille cose ancora, ma fa comunque parte di quelle che odio prima di cominciare a farle, tipo correre ecco.
Una volta iniziata sono pronta a fare la pesca dei numeri e a godere come un'ossessa se fotto il premio della cinquina al nipote di dieci anni. Sono tremenda, lo so.
"Quarantotto, quattro otto, O' muorto che parla"
"Settantuno, sette uno, L'ommo e merda" (gli altri qui)
La parte più intrigante di questo gioco da tavola riguarda i premi, che se va bene si mettono in palio dolciumi che avanzano sempre, oppure i soldini spiccioli, alla peggio invece si va a comprare qualche sciochezza nei sempre più diffusi negozi cinesi.
Voglio proporre un'alternativa bislacca e divertente: la tombola delle mostruosità.
In pratica ogni partecipante si porta qualcosa da casa di cui si vuole liberare, di qualunque natura e specie (i consorti non sono inclusi, ahimé), purché non abbia nessun valore commerciale. Un prodotto da discarica, insomma.
Gente, ne ho viste di ogni: soprammobili improbabili e orrendi, dalla classica gondola veneziana allo zoccolo olandese più brutto della storia, pentole vecchie e strausate, cornici che mammamia, regali di Natale di cui non si è avuto il coraggio di riciclare. E così potrei andare oltre all'infinito perché il trash non ha fondo.
Questi oggetti diventeranno i premi assegnati alla tombola.
Vince chi non riesce a portarsi a casa nulla, insomma sei fortunato se non riesci mettere nemmeno un fagiolo sulla cartella. Và che bello, eh.


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