7.12.12

Sempre sei

Sono passati sei mesi esatti da quel 6 giugno. Qui non ne ho mai parlato di quella notte infernale all'ospedale, dei rottami e delle ossa rotte. Sei mesi lunghissimi in cui mi sembra di aver consumato in mezzo un paio di vite.
Il trauma si affaccia all'improvviso alla memoria ancora intatto: quel senso di nausea che prende alla bocca dello stomaco, le mani sudate, gli occhi che si sgranano per l'ennesima volta e le lacrime che rigano le guance. Pensare che sarebbe potuta andare molto peggio non è automatico, lo è invece sentirsi stupidi perché avremmo potuto bruciare due vite, le nostre, in un attimo.
In sei mesi abbiamo fatto tanti progetti, altrettanti sono andati in frantumi.
Sono successe tante cose, abbiamo trovato malattie lungo il cammino, piccole soddisfazioni sul lavoro, amici che ci hanno buttano inaspettatamente le braccia al collo.
Fra altri sei mesi, un altro 6 giugno, saremo in una nuova casa, non il nido che abbiamo tanto cercato. Una casa ancora in affitto, ma almeno più grande e nuova.
Altri progetti da fare.

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