31.1.13

Namibia: Kunene River - Epupa Falls - Opuwo - Khorixas

Credevate che il viaggio fosse finito? Invece no, ancora ne sono successe dall'ultima tappa.

MARTEDI' 14 AGOSTO 2012

La sveglia è puntata per le 7:00 ma abbiamo gli occhi spalancati da molto prima. Diciamo pure che anche questa notte è stata movimentata, perlomeno animata dal canto di chissà quale uccello e dal vento che scuoteva le fronde delle piante giganti vicino ai bungalow; in più, un letto ad una piazza e mezzo in cemento per lillipuziani non aiuta il riposo. Per coprirsi ci sono il solito piumone siberiano o il lenzuolino di cotone, insomma che gran fatica regolarsi.
La colazione ci viene servita in terrazza sul fiume, inutile dire che è un bel momento: la luce del mattino, la vista rilassante sullo scorrere placido del Kunene. Carichiamo senza pietà le calorie, tanto a pranzo non mangeremo quasi nulla. Rompo il "voto" e mi concedo di controllare la posta utilizzando la connessione wi fi del lodge. I gestori sono persone molto cordiali, li preghiamo di mettere un warning per Ruacana per la difficoltà di percorrenza.
Siamo un po' in apprensione per la strada che dovremo fare oggi, infatti, visto il giorno precedente, siamo quasi tentati di rinunciare e arrivare con calma alla destinazione finale di oggi, tuttavia decididiamo ugualemente di provarci.
Alle 8:05 siamo pronti per partire, percorriamo parte del tragitto di ieri, ossia dal Kunene river Lodge prendiamo la D3701 sino a Epembe e superiamo il guado molto facilmente. stamamane le Himba hanno lasciato il posto agli uomini che si stanno lavando nel rigagnolo d'acqua.
Da Epembe si imbocca la D3700 sino alle Epupa Falls, il tutto in rigoroso sterrato.
Sul tragitto vediamo sbucare baobab sempre più grandi e maestosi, ci fermiamo sulla strada per fotografarne qualcuno perché poi non ne incontreremo così facilmente. Risultano avere la corteccia incisa dai turisti di passaggio, una brutta abitudine che sembra essere universale. 
Tutto il tragitto è un continuo saliscendi tra dossi e avvallamenti di scolo, dove si alterna terra rossa a quella bianca, variando di conseguenza anche l'aderenza dei pneumatici della nostra auto.
Nonostante l'ambiente sia arido (ci sono 30,5°C a 12:00) arriviamo in questa oasi di verde creata dal passaggio del fiume. A EPUPA ci infiliamo sino in fondo al paese dove c'è uno dei campeggi, in quanto non viene assolutamente indicato il passaggio per accedere alle cascate. In un attimo finiamo sprofondati nella sabbia, con non poche difficoltà per uscirne.
Siamo circondati da banani e dalle piante di amarula, dalla cui noce si ricavano i portachiavi di cui ho già parlato nel post precedente a questo. Chiediamo indicazioni e riusciamo a capire che dobbiamo tornare indietro sino all'ingresso del villaggio sino all' Epupa Falls camp site. Qui sono molto disponibili, infatti ci permettono di lasciare l'auto all'interno del loro parcheggio per poi seguire un sentiero che corre esternamente e si inerpica sulla collina adiacente, in tal modo è possibile avere una panoramica progressiva sulle cascate da più angolazioni. 
Su un lookout incontriamo un jack russel che ci accompagnerà per tutta la nostra camminata, ammirando la potenza delle cascate, i bianchi baobab che sbucano dalle rocce, per poi arrivare sino ad una spiaggia dove si potrebbe nuotare in un punto in cui il fiume perde di potenza (qui c'è anche un uomo che vigila perché non succeda nulla ai bagnanti). 

Epupa Falls



Epupa Falls
Epupa Falls

Epupa Falls - Spiaggia
Tornando indietro sino al campeggio si può deviare dal percorso per andare ad ammirare le cascate più da vicino. Qui vedremo gente locale lavarsi e fare il bucato nelle pozze create dal fiume.
Epupa Falls - in prossimità del Camp Site
Si può anche usufruire del bar del campeggio che si trova in una bellissima posizione, infatti la sua terrazza sovrasta il tuffo dell'acqua. La sete è tanta, la giornata è rovente nonostante sia pieno inverno.
Epupa Falls - veduta dal Camp Site
Alle 13:00 partiamo di qui e ci mettiamo in marcia per Opuwo. La strada è sterrata e piena di avvallamenti, ed è la stessa percorsa il giorno precedente. 
Fila tutto liscio nonostante siano tanti i chilometri da macinare. Il sole è alto nel cielo e sul tragitto incontriamo poche persone, e appunto perché abbagliate dalla luce forte queste non ci fermano o importunano come era successo al tramonto la sera prima. Riusciamo a scorgere persino un paio di baobab in fiore. 
A volte, quando si incontra un gruppo di baracche, fuori ci sono donne e bambini che appena vedono passare un turista si lanciano entusiaste in mezzo alla strada per vendere le loro collanine, ma un attimo dopo si dipinge la delusione sui loro visi per aver visto sfumare una fonte di sostentamento.
Alle 15:00 arriviamo a OPUWO. L'OAKANE LODGE (900 N$/notte in doppia, 520 N$/notte la singola, mezza pensione) si trova lungo l'unica via principale del villaggio, proprio dietro il benzinaio della Shell. L'aspetto, a differenza delle foto mostrate sui siti, non è quello di un lodge ma di un motel americano degli anni '50; è vetusto e semplice, ma perlomeno è pulito. La ragazza alla reception non è per niente gentile. Come già accennato quello della cordialità namibiana è una mera leggenda metropolitana; infatti sono cordiali se A: paghi tanto tanto e B: se non sono di origine namibiana.
Ci facciamo dare la password del wi fi, ma poco sarà a nostra disposizione, alle 18:00 chiude la reception, l'impiegata va a casa e spegne tutto.
Opuwo - stanza dell'Oakane Lodge
Ad ogni modo lasciamo i bagagli in camera e ci incamminiamo alla ricerca del Kunene Craft Center, tanto osannato dalla Lonely Planet quanto introvabile. O siamo rimbambiti noi oppure qualche inesattezza si trova nella famigerata guida; per cui consiglio di acquistare quando capita sulla strada, le occasioni non mancano e comunque non sarà un problema trovare ugualmente qualcosa a basso prezzo persino nell'area imbarchi dell'aeroporto al ritorno.
Opuwo, te lo dico io com'é: un gran casino, ecco quello che sembra. E' una Babilonia in piena regola, un miscuglio di etnie che stanno insieme e non si danno fastidio. Ci sono donne Himba con i figli legati in vita, i donnoni Herero, uomini giovani e più anziani, bambini che giocano a calcio, donne angolane, bianchi sudafricani, turisti, e persino i cinesi. In strada si può acquistare di tutto, persino l'ocra e le spezie che utilizzano le donne Himba.
Opuwo - strada principale al mattino presto
Nel nostro lodge soggiornano per il 99% Italiani, gli stessi che vediamo in giro e che sfoggiano ignoranza come un fosse un capo d'alta moda. Non troviamo nulla da acquistare di artigianato, in compenso facciamo rifornimento cibo per il viaggio da OKgrocer. Cominciamo a lavare un po' di calze e magliette e riusciamo ad asciugare qualcosa, infatti lo sbalzo termico anche qui non è elevato, ma questo si avvertirà di più scendendo lungo il Paese. 
Alle 19:00 viene servita la cena sotto una tettoia di paglia. Contro tendenza, pare che tra tutte le carni servite quella di magliale sia una prelibatezza. E così ci troviamo nel piatto delle braciole di pòk - così pronunciato da un cameriere evidentemente avido di erre - con un dito di grassa cotenna pelosa attorno. 
La cucina di questo lodge è un fallimento, e ne farò le spese il giorno dopo mentre corro tra rovi di cespusgli spinosi per sedare tremendi crampi intestinali.  
A differenza degli altri posti in cui è ricaricato almeno il doppio, se non il triplo, qui ai vini viene applicato il prezzo che si trova nei supermercati.
Non ci azzardiamo a mettere il naso fuori dall'albergo, nonostantante sentiamo arrivare musica da qualche locale: la nostra guardia ce lo sconsiglia.

Oggi abbiamo percorso 342 Km, di cui 340 su strada non asfaltata.

MERCOLEDI' 15 AGOSTO 2012 

La giornata non nasce sotto i migliori auspici: dopo una notte travagliata da caldo e freddo, rumore, aria secca e mal di stomaco, arrivano i già su citati crampi addominali. Alle 5:30 sono già sulla tazza a recitare il de profundis.
Alle 7:00 siamo a colazione, e qui rivediamo le facce di tolla italiane della sera precedente che ci avevano costretto ad allontanarci dal tavolo per non finire affumicati dai loro sigari. Poi ci sono quei due, lei bionda figa con pantaloni a zampa di elefante che si è fatta tutta la cena piangendo e scoglionando il suo lui.
Facciamo check out e scopriamo che la cena di merda indigesta ci è costata un botto: ben 500 N$ (siamo in Namibia, ricordo). 
Se dovesse capitare di non avere un adattatore questo non sarà un problema: spesso si trovano strutture con prese già internazionali, oppure potete chiederne uno in prestito. 
Ci fermiamo a prelevare denaro da un distributore per rimpinguare la cassa comune, quindi in mezzo alla solita Babilonia facciamo rifornimento di carburante. Qui hanno il vizio di caricare all'inverosimile il serbatoio, tanto da far cadere la benzina a terra. Allora, a volte, può essere raccomandabile uscire dall'auto per controllare il benzinaio e dirgli di fermarsi (pieno di benzina 420 N$). 
Rispetto alla programmazione iniziale decidiamo un itinerario che privilegi più strada asfaltata possibile, quindi da Opuwo prendiamo la C41 per circa 60 Km sinché non incontra Kamanjab. Il tratto da Kamanjab fino alla C39 è invece sterrato. 
Intanto comincio a macerare nei sudori freddi, la pancia borbotta. Mi serve un bagno, ma questo lo troverei tra almeno 100 Km. La savana perciò diventa la mia toilet. Tanti saluti.
Alle 11.30 siamo a KHORIXAS. Il centro, seppur sviluppato su un'unica via, si presenta molto meglio di Opuwo da cui arriviamo. 
Alloggiamo all'iGOWATI LODGE (758 N$/notte in doppia, 379 N$/notte la singola, mezza pensione). La struttura è molto carina, quella tipica dei tetti in paglia. Siamo nel Kunene, nella regione del Damaraland, e qui, come già avevo accennato, quando parlano usano intercalare suoni nasali a schiocchi di lingua e fischi. Per chi non l'avesse mai ascoltato risulta molto buffo. 
Ci danno una stanza soppalcata con quattro letti, poco importa che sia una matrimoniale. Viene da chiedersi con quale criterio siano state assegnate le stanze, a saperlo prima avremmo potuto risparmiare i soldi per la singola.
 Khorixas - stanza iGowati Lodge
Mettiamo qualcosa sotto i denti e partiamo per visitare la zona attorno. Prendiamo la C39, che ovviamente non è asfaltata. A differenza della C35 che in alcuni punti si riusciva a percorrere ai 110 Km/h , qui cara grazia se riusciamo a tenere i 50 per il notevole dissesto. 
Panorama dall'auto lungo la C39
Decidiamo da subito di saltare lo sbattone per visitare le incisioni rupestri di Twyfelfontein, perché non sono di nostro interesse oltre a essere dubbia la loro autenticità; quindi nei programmi privilegiamo le Organ Pipes, per poi lasciare la Foresta Pietrificata (Petrified Forest) sulla strada del ritorno. 
Tuttavia la cartina non dà indicazioni precise riguardo alla posizione delle Organ Pipes, non ne troviamo pur proseguendo una decina di Km oltre a quello che troviamo indicato sulla carta. In realtà sarebbe bastato andare avanti per altri pochi chilometri per trovare il bivio. 
Torniamo indietro e ci fermiamo a vedere la Foresta Pietrificata. Si tratta di una visita guidata che dura una ventina di minuti (40 N$ a persona + 20 N$ per l'auto). 
In pratica in questa zona intorno al 1940 sono state trovate queste formazioni rocciose createsi circa 160-180 milioni di anni. Sono alberi fossilizzati in cui sono visibili corteccia e anelli di crescita: nella forma sono in tutto e per tutto trochi di albero, ma nella natura sono roccia. 

Petrified Forest
Dimenticavo di dire che in questa zona, in particolar modo nel deserto del Kalahari e del Namib, si possono incotrare piante di Welwitschia mirabilis. Pianta dall'aspetto non bellissimo, caratterizzata da una crescita lentissima. E' considerata essere una pianta millenaria, infatti si trovano esemplari di grandi dimensioni che pare abbiano addirittura 2000 anni di vita.
 
Welwitschia mirabilis
Lentamente torniamo al lodge, e ho tutto il tempo di piangere la dipartita della mia macchina fotografica digitale, letteralmente morta sotto gli effetti devastanti della polvere. Facciamo rifornimento di benzina così domani saremo già pronti per la lunga tappa che ci aspetta. Qui sono gentili, e per pulire un parabrezza sono la metà di mille.
Le temperature sono più rigide, non siamo andati oltre i 20°C. Arriviamo piuttosto presto al lodge - sono le 16:00 - e ci mettiamo in relax. Attorno ci sono tantissime piante grasse dalle fatture più strane, in un recinto privato invece ci sono tre  impala e uno struzzo, nonché un paio di rumorosi pavoni e una serie di guineafowl piuttosto dispettose.
Khorixas - Pavone e Guineafowl presso iGowati Lodge
La cena viene servita a buffet in una veranda, aperta, ma fa talmente freddo che dopo cena scappiamo in camera saltando il canto della gente del posto.

Oggi abbiamo percorso 507 Km, di cui 248 su strada non asfaltata.

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