22.1.13

Un attimo prima

Il trucco è semplice, sai. Si impara con il tempo, con i graffi, i lividi e le guance rigate dalle lacrime. Anche tu, che te ne stai in silenzio e pensi: "Io mai ho sofferto e tribolato". Sbagliato, tutti nella vita hanno patito per qualcosa o qualcuno,  solo che poi è tutto relativo. Che ne sai forse di come stanno gli altri nei loro panni?
Ad ogni modo, con l'esperienza si capisce il trucchetto ma nella pratica si continua a insistere con gli stessi errori. Diabolici,  masochisti?  E chi lo sa?
Insomma il trucchetto per essere  vincenti, desiderati, sereni e giovani - orecchie tese ora - è mollare il colpo un attimo prima. Ma prima di cosa? Consideriamo i rapporti in generale, con noi stessi, gli altri o con le cose. Immaginiamo di essere in bilico sull'orlo di un precipizio, dove basta un nonnulla per cadere.
Insomma in una discussione animata basterebbe lasciare la conversazione un attimo prima che diventi rancore; in un rapporto che sta diventando asfissiante allontanarsi appena per ridimensionare la prospettiva,  e così via ad libidum. Addirittura sembra che alzarsi da tavola con un leggero senso di fame, quindi poco prima di sentirsi sazi, inneschi la produzione di ormoni antinvecchiamento.
Questa è la teoria, dicevo, nella pratica continuo ad arrabbiarmi, ad attaccarmi morbosamente e a ingozzarmi come un porco.

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