23.2.13

Il senso dell'elefante


Di solito mi limito a riportare le citazioni che più mi colpiscono di un romanzo che mi passa tra le mani, di questo, tuttavia, dirò che è uno dei rari casi in cui è il libro a scegliere il suo lettore. Colpita da un cognome molto familiare, da una vita divisa tra Rimini e Milano come la mia, per poi scoprire che il mondo è proprio piccolo. E bello leggere tra le pagine e riconoscere luoghi  della memoria che il tempo e altro non potranno mai soppiantare.

Era bella come l'anno prima e l'anno prima ancora, un anello in più al dito, qualcosa in meno negli occhi. (cit. pp 18-19)

"Voglio confessarmi. Nel confessionale, no?" La strega si alzò e prima di entrare fece una piroetta. Dalla bocca prese una gomma da masticare. "Se parlo con questa il Signore si offende?" (cit. p. 19)

"Una curiosità." L'avvocato si schiarì la voce. "Perché ha divorziato da Dio?"
"Non aveva un carattere facile." (cit. p. 24)

Si spingeva fino al Duomo che del duomo di Rimini aveva il pallore e i piccioni, poi rimaneva a guardare la gente nella piazza e quel cielo d'acciaio che non diventava mai turchese. (cit. p. 72)

[...] Sapeva che io avevo un'altra, ma siccome è una donna ostinata sapeva anche che basta un momento..." Spense il motore."...e il momento è stato quando mi sono affacciato per chiudere le imposte. Mentre lei stava guardando su."
"Tempestiva."
"Aveva già capito che ci saremmo fatti un gran bene." Il dottore aprì la portiera."Mi ha liberato, Pietro, Viola ha una specie di dedizione che rimette al mondo, peccato non sappia cucinare." (cit. p.76)

"Lo adoro quando fa così. Tra il romantico e il testosterone, un Roberspierre dei sentimenti." (cit. p.82)

La strega bussò e un uomo con una scopa in mano venne fuori.
"Li ha due cioccolatini?" disse lei.
"L è cius, ta n véd?"
"Fondenti li ha?"
L'uomo agitò la scopa."Un è lavora tot e' dè e la sera u i toca parlè s'i mat." Sparì dentro e tornò subito, le diede i due cioccolatini. (cit. p.126)

Sapeva che l'imbarazzo di quell'uomo gentile era il suo stesso imbarazzo. Essere solo da sempre.(cit. p.145)

[...]fece in modo che una zampa toccasse il bambino, perché quello era il senso dell'elefante e di ognuno di loro, padri, la devozione verso tutti i figli. (cit. p. 156)

"Per sopravvivere basta un ricordo decente." (cit. p. 158)

"La gente si lascia perché a un certo punto decide di provare qualcun altro." [...] "E' l'amore minimo."
[...] "E quale sarebbe l'amore massimo?"
"Difendere l'amore per una sola persona."
"A volte non si può."
"Perché non lo si vuole." (cit. p.176)

[Marco Missiroli - IL SENSO DELL'ELEFANTE - Guanda]

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