13.3.13

Namibia: Khorixas - Skeleton Coast - Cape Cross - Hentie's Bay - Swakopmund

La storia prosegue da qui.



GIOVEDI' 16 AGOSTO 2012

Ci aspetta una tappa piuttosto impegnativa oggi, e questo ci butta giù dal letto prima del solito. La colazione in veranda non è il massimo visto che stamane ci sono appena 2 °C,  così alle 7:20 siamo già in strada.

Prendiamo la C39, che per nostra somma gioia sarà sterrata per tutta la sua lunghezza. Lungo il tragitto ci sono le ormai note ruspe che servono a spianare la strada, con i relativi binari di ghiaia ammucchiata a metà carreggiata. La nostra auto è provatissima da tutti i colpi ricevuti dai sassi mossi dalle ruote. Ripercorriamo la strada fatta ieri, superiamo il bivio per Twyfelfontein, avendo così conferma che i parziali chilometrici riportati sulla nostra cartina sono errati. Intanto il paesaggio comincia a mutare, la vegetazione dirada sempre più, lasciando spazio a roccia e sabbia, gli animali sono sempre di meno, e di auto non ne parliamo. Saliamo sulle montagne passando un paio di valichi. I colori sono quelli dell'ocra e del nero.

Tratto di strada sulla C39 
La C39 diventa una strada di ghiaia grossa e per una quarantina di chilometri non si riesce a tenere più dei 60 Km/h. Dopo Bersig la situazione migliora, la strada diventa bianca, più fine e compatta.
Arriviamo all'ingresso della SKELENTON COAST  (SPRINGBOKWASSER GATE).
Il tratto di costa più settentrionale, fra il Kunene e il fiume Ugab, è incluso nell'area naturale protetta dello Skeleton Coast National Park. Questo parco fa parte parte di quella che è considerata l'area protetta più estesa del continente africano - e l'ottavo nel mondo - battezzato come il nome di Namib-Skeleton Coast National Park. La Skeleton Coast è nota per essere particolarmente inospitale e difficile da raggiungere: verso l'interno il deserto si estende per decine di chilometri, e dal mare è difficile avvicinarsi a causa delle forti onde causate dalla corrente atlantica del Benguela. La storia riporta diversi episodi di navi naufragate in questi tratto, di cui ancora si può trovare il relitto.
Sono quasi trascorse 3 ore da quando siamo partiti. Entriamo nell'ufficio per registrarci e per dichiarare che non trasportiamo armi. L'impiegato, solo soletto tutto il tempo, ci fa compilare  un modulo che dovremo consegnare all'altra uscita del parco. Il parco è aperto dalle 7:00 alle 19:00, ma dopo le 15:00 non si può già più accedere. Non si paga nulla per attraversare, ma ci invita comunque ad acquistare qualcosa del loro artigianato. Da Khorixas al Springbokwasser gate sono 170 Km, e da qui all'Ugabmund gate saranno altri 143 Km.
Ci sono 22 °C ed è molto ventoso, sinceramente non saprei dire se è una giornata tipo, ad ogni modo la vegetazione è quasi completamente assente, la terra rossa lascia spazio progressivamente alla sabbia bianca, che si accumula in certe zone formando le dune. Il vento è sempre più forte, tanto che la sabbia viene alzata in vere e proprie nuvole.
La strada che seguiamo è la C34, che da ghiaiosa diventa di sabbia battuta. Lo stato delle strade è eccellente e si riesce a viaggiare senza problemi, tuttavia i fuori pista sono vietati; poco male, con l'auto che abbiamo sarebbe solo un rischio ulteriore. Il paesaggio è unico nel suo genere, ci siamo solo noi e il vento che sbatte sulle portiere.


Tratto di Skeleton Coast


Tratto di Skeleton Coast
Inizialmente non incrociamo nessuno. Dalla strada principale (Limite 100 Km/h) ci sono deviazioni per vedere quel che rimane di una miniera abbandonata (Toscanini), un pozzo petrolifero crollato, e infine l'Huab Lagoon. Se  è vero che non incontriamo quasi nessun turista, la presenza umana è assicurata dalla manutenzione delle strade. Scendiamo per fare qualche foto, ma complessivamente impieghiamo circa 2 ore e 30 per percorrere il tratto fra i due gate. Arriviamo all'uscita, famosa per avere teschio e ossa sul cancello. Foto di rito: fatta.
Sottoscritta presso l'Huab Lagoon
Sempre la sottoscritta all'Ugabmund gate
Proseguiamo sulla C34, da qui sarà sempre deserto di sabbia da un lato e mare dall'altro, ininterrottamente sino a Swakopmund. La nostra prossima tappa è la visita alla Riserva di Otarie del Capo a CAPE CROSS. Sulla strada capita di incontrare diversi banchetti improvvisati con cristalli rosa di sale marino. Sono bellissimi da vedere e saremmo anche tentati di comprarne, peccato che poi si rovinerebbero con l'umidità al ritorno in Italia. In questi banchetti non c'è anima viva, si trova solo un barattolo per i soldi, poi qualcuno passerà a svuotarli. La gente si fida, ma è anche vero che il sale non costa nulla. Arriviamo all'ingresso della riserva, paghiamo (40N$ a persona + 10N$ auto) in un ufficio dove troviamo diversi dipendenti intenti a farsi passare il tempo giocando a carte. Dall'ingresso alla zona vera e propria dove stazionano le otarie c'è qualche chilometro, si incontra persino una zona pic nic con dei bagni chimici.
Avevo letto qualcosa a proposito dell'olezzo di questi animali, è anche vero che ci sono più fattori che potrebbero aggravare la situazione percepita, ossia se ci troviamo nel periodo in cui vengono partoriti i piccoli e in base a come tira il vento sulla costa. Non avvertiamo una puzza eccessiva, ma appena ci avviciniamo l'aria diventa irrespirabile, tanto che ci dobbiamo coprire la bocca e naso con una sciarpa.
Ci si accede alla colonia tramite una passerella di legno. Ci sono adulti, cuccioli e qualche carcassa di animale morto. Scattiamo qualche foto, e poi via come la luce. L'odore ha impregnato i nostri abiti, è qualcosa di tremendo.
Otarie del Capo a Cape Cross
Otaria presso Cape Cross
Riprendiamo la strada principale, capiterà di incrociare qualche relitto abbandonato di nave, supereremo Hentie's Bay ma senza fermarci, quindi visiteremo una salina con tanto di fenicotteri rosa.
Relitto di peschereccio nei pressi di Hentie's Bay
Fenicottero nei pressi di Hentie's Bay
Arriviamo agevolmente a SWAKOPMUND per le 16:30. La città è piuttosto grande e si respira Germania a pieni polmoni nella sua architettura, ma per il resto non offre tanto, sicuramente non manca nessuna modernità. La strada che arriva dal deserto divide nettamente la zona residenziale dei bianchi dal ghetto di neri che vivono in baracche di lamiera.
Swakopmund - esempio di architettura
Alloggiamo per due notti vicino alla via dei negozi (non che sia proprio immensa questa cittadina), al Pebblestone House (940 N$/notte in doppia, 610 N$/notte la singola).
La padrona dell'albergo è una signora sulla sessantina abbondante dalla cordialità travolgente, tanto che non mi ricordo nemmeno da dove siamo venuti quando me lo chiede. Ci offre un succo di frutta e in cinque minuti, dico cinque e non di più, ci ha già prenotato la cena al ristorante per la serata, l'escursione per il mattino seguente, e se avessimo voluto anche il quad per il pomeriggio dopo. Le camere sono molto carine e moderne.
Continua a tirare un vento fortissimo, ma ci assicura che non è sempre così, per esempio il giorno prima pioveva. Doccia e niente aperitivo, abbiamo prenotato il tavolo al TUG per le 18:30, in Italia sarebbe impensabile cenare così presto (tranne che a casa dei miei genitori forse).
Usciamo per tempo e facciamo un giro sul molo (Jetty), tanto alto quanto insufficiente per impedire di venir bagnati da onde gigantesche.
Jetty - Swakopmund
Il TUG è uno dei ristoranti più rinomati della città e frequentato da molti turisti perché riportato nella Lonely Planet. I piatti sono molto originali, per esempio io prendo filetto di manzo con albicocche e cranberry. Ceniamo vicino al bancone del bar, che è posizionato nella cabina di comando di quello che una volta era un rimorchiatore e ora un locale alla moda. Torniamo in albergo in fretta; non ci infastidisce nessuno, anche perché alle 20:30 le strade sono praticamente deserte (cena per tre 800,00 N$). Un'ora dopo siamo già nel mondo dei sogni.
Oggi abbiamo percorso 526 Km, di cui 520 su strada non asfaltata.

VENERDI' 17 AGOSTO 2012
Sveglia presto, il cielo è grigio.
Il letto matrimoniale è come al solito una piazza e mezzo, duro da spaccare la schiena con millemila cuscini, troppo soffici singolarmente ma troppo voluminosi insieme. E poi questo piumone che ti lascia i piedi scoperti. Che nervi.
La colazione si svolge in una piccola saletta molto curata; scambiamo qualche parola con una coppia di italiani, i soliti che hanno pagato il doppio per vedere la metà.
Alle 8:00 spaccate arriva la jeep per l'escursione nel deserto, ma prima dobbiamo passare a prendere anche gli altri partecipanti, tanto che sembriamo una barzelletta ("Ci sono tre italiani, due tedeschi e una svedese..."). La nostra guida si chiama Mike, uomo di mezz'età con un marcato accento inglese, pancetta da alcool e occhio lucido.
L'escursione durerà circa sei ore (escursione 600 N$ a persona), è divertente e istruttiva. Siamo nel parco nazionale del Dorob, e proprio alle porte della città ci sono dune elevatissime. Qui scopriamo che il deserto del Namibia è quello più rovinato dai 4X4 e quad che creano piste e lasciano segni indelebili sulla sabbia (ebbene sì, indelebili!).
E' impressionante la vita che si nasconde sotto la sabbia, tanto che ora difficilmente ci avventureremo in una semplice camminata a piedi nudi. Riusciamo a vedere diversi animaletti (qualche geco, una lucertola senza zampe, il ragno velenoso White Lady Dancing, un serpente velenoso, la vipera del deserto e una lucertolina dorata) e impariamo a riconoscere le tracce che lasciano sulla sabbia.
Ci spiegano come si formano le dune e la loro struttura, le varie colorazioni a cosa sono dovute, giochiamo con un magnete e la grafite nella sabbia, ci mostrano le piante succulente e come porta la vita la nebbia del Benguela.
Geco mentre mangia una larva  - deserto del Dorob - Namibia
Vipera - deserto del Dorob - Namibia
White Lady Dancing - deserto del Dorob -  Namibia
Lucertola - deserto del Dorob -  Namibia
Nella seconda parte dell'escursione vengono sgonfiate le ruote alle jeep e ci portano sulle dune con numeri da paura, che solo un autista esperto può fare senza capottarsi. Sperimentiamo quanto sia difficile salire a piedi su una duna, ma quale sia la vista meravigliosa che si può poi godere (escursione 600 N$  a persona).
Dune  con vista oceano - Deserto del Dorob -  Namibia
Dune - Deserto del Dorob -  Namibia
Nel pomeriggio ne approfittiamo per visitare Swakopmund, purtroppo i negozi al pomeriggio sono aperti dalle 14:30 alle 17:30, per cui ci tocca aspettare l'apertura in qualche cafè (ART CAFE') dove troviamo la fortunatamente la Nespresso. Hanno torte molto buone, strudel, e cupcakes così belli che è un peccato mangiare. I negozi hanno prezzi esorbitanti, e la maggior parte dei manufatti sono importati dal Sudafrica. Compriamo giusto una T-shirt con il simbolo della Skeleton Coast perché ci sembra un po' originale (appena 180,00 N$).
Anche stasera la cena sarà molto presto, alle 18:30 abbiamo fatto prenotare in un altro locale molto noto nella città: il LIGHTHOUSE, altro posto turistico sul mare e vicino al faro, da cui il nome. I prezzi sono molto più bassi del TUG, e l'atmosfera è meno raffinata. Speravamo di mangiare pesce, ma poi alla fine abbiamo scelto tutti e tre carne. Consiglio il Lighthouse burger, una sleppa alta 15 cm, affrontabile mangiandone un piano alla volta.
Le strade di notte sono deserte, anche noi abbiamo scelto la macchina per muoverci, macchina tra l'altro in stato pietoso dal momento che ha uno strato spesso di sale impastato con la sabbia.


Swakopmund - Faro


Lighthouse burger





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