11.3.13

Reparto maternità

Non mi sento una bugiarda, ma per circostanza ho imparato a sorridere in certe situazioni poco piacevoli, giusto così, per passare oltre e togliersi dall'imbarazzo. L' esperienza mi ha insegnato che a volte è la soluzione migliore, il male minore diciamo, con quel sorriso a mezz'asta e un lamento sussurrato tra i denti serrati. 
Tuttavia, in un tipo di occasione, non riesco proprio a mantenere un contegno, dicasi mezzo, e succede quando qualcuno mi annuncia di essere in dolce attesa. Ebbene sorrido, salto al collo, abbraccio, mi commuovo, solo per citare le esternazioni più lampanti. La cosa strabiliante è che sono davvero felice per chi me lo annuncia, che siano le migliori amiche, la parente, la conoscente, oppure la più invereconda delle stronze di questa terra. 
AH MA E' BELLISSIMO, SONO CONTENTA PER TE, è pressappoco quello che spunta fuori negli istanti successivi, ma non finisce qui, il momento di riflessione arriva senza farsi aspettare troppo. 
E se tutto si fermasse all'annuncio sarebbe fantastico, invece mi trovo a fare i conti con me stessa e i soggetti della notiziona. Per quanto mi riguarda significa sentirsi stringere la corda sempre più stretta al collo, giacché considero una vittoria l'essere passata da "castigo divino" a "accettabile" l'idea di avere un figlio. Tuttavia chi ti sta vicino si sente in obbligo di forzarti nella sua direzione di scelta perché non sei proprio giovanissima ("sai potrebbe volerci un sacco di tempo"), o perché sei sposata da un tot di anni e quindi del tutto obbligati a finalizzare con un pargolo il progetto di vita insieme. 
Che palle. 
Poche sono le persone che hanno scelto di avere un figlio in maniera cosciente (e senza fatica le posso contare sulle dita di una mano), e bada bene, che per me scegliere coscienziosamente non significa assolutamente dover aspettare il momento giusto - perché altrimenti campa cavallo - ma vorrebbe dire semplicemente "sentirselo" un figlio, ben consapevoli delle parziali rinunce che si dovranno inevitabilmente fare a fronte di altre gioie che saranno restituite. Non voglio essere una sprovveduta che si fa mettere incinta perché A: deve uscire da una situazione di stallo, B: si sente la scadenza stampata sul culo come un vasetto di yogurt, C: perché così fan tutte e manco solo io, D: non voglio andare a lavorare, E: per assecondare un capriccio del compagno. Solo per citare le più famose.
Detto questo, congratulazioni vivissime a tutte.

2 commenti:

  1. provaci e ti spezzo le gambine

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  2. Le scadenze poco contano.
    Un figlio deve essere frutto dell'amore non della fretta.
    Essenziale è "sentirlo" in due, e pazienza se uno deve aspettare l'altro, anche se l'attesa a volte è snervante.

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