29.7.13

Namibia: Swakopmund - Walvis Bay - Solitaire - Sossusvlei - Fisher Road - Gochas - Windhoek

Presto, devo darmi una mossa, altrimenti qua cominciano le prossime vacanze e mi si accavallano le storie. Dunque, eravamo rimasti qui.

SABATO 18 AGOSTO 2012
Siamo a Swakopmund, notte difficile, machettelodicoaffare?!
Facciamo quattro chiacchiere con la padrona della baracca, perché fare colazione ci risulta difficile dato che siamo ancora pieni dalla cena. Anche oggi c'è foschia, e pare strano, ma incontreremo un po' di pioggia sebbene ci troviamo nel deserto.
Ci fermiamo a fare il pieno, e succede quello che temevamo da un po': la gomma è forata. Fortunatamente ce la riparano al volo - senza smontarla - con la bellezza di 130 N$, così finalmente possiamo ripartire alla volta di Walvis Bay che si trova sulla B2. Seguiamo le indicazioni per il waterfront, che a differenza di quello che mi aspettavo, cioè un molo con negozi e ristoranti, è in realtà un deposito containers con annesso uno spocchiosissimo yacht club. Da qui si può vedere Bird Island, ossia un'isola artificiale costruita per sfruttare commercialmente il guano dei gabbiani e altri uccelli.

Walvis Bay - Waterfront
Giriamo in macchina qui attorno, ma la zona è prettamente residenziale turistica, fatta di graziose e lussuose villette.
A qualche Km da qui, sulla C14, c'è una breve deviazione per la DUNA 7. Si attraversano dei binari del treno che sono ridicoli per i convogli merci che ci viaggiano sopra.
Presso la Duna 7 c'è un'area pic nic con tavoli e bagni, di fianco pullala il quad biking, tuttavia è vietato fare sandboarding sulla duna.
Saliamo piuttosto agilmente camminando sulla cresta, e solo una volta arrivati in alto ci si rende conto di quanto sia ripida.
Duna 7
Sono le 10:00, usciamo dal Dorob NP ed entriamo nel NABIM NAUKLUFTPARK, sempre seguendo la C14, nuovamente sterrata. Dopo 30 Km vale la pena fermarsi e fare due passi su due colline completamente granitiche, il complesso si chiama VOGELFEDERBERG.
Vogelfederberg
Nel tratto di strada che ci separa da qui alla destinazione finale attraverseremo ben due passi di montagna. Oddio, non è che siano proprio come li intendiamo noi nel Bel Paese: il primo è il KUISEB PASS. La strada è sterrata e si raccomanda prudenza, infatti la carreggiata non è ampia, in più si aggiunge anche qualche tornantino. Il paesaggio è molto bello e scendendo ci si può affacciare  sul Kuiseb Canyon. Circa trenta Km più avanti si incontra il secondo passo: GAUB PASS, equivale ad un leggero scollinamento. Quello che ci impressiona di più sono i camion che incontriamo: viaggiano sbandanti a velocità folle.
Incrociamo il TROPICO DEL CAPRICORNO, segnalato da un cartello che non passa inosservato dato l'esiguo numero di auto ferme per la foto di rito.

Dopo altri 50 Km arriviamo a SOLITAIRE. Il nome dice già tutto sulla natura di questo posto: si tratta di un lodge e una pompa di benzina con un piccolo market, il tutto avvolto da un'atmosfera retrò mista a cactus e rottami di auto.
Solitaire
Qui ai più golosi potrebbe interessare assaggiare la torta di mele di McGregor's Desert Bakery, una pasticceria tanto decantata per quanto non abbia nulla a che spartire con quelle a cui siamo abituati, ma ricordo che siamo in mezzo al deserto, e dopo un po' sembrano prelibatezze.
Date le alte temperature le creme qui non esistono, ci si può togliere la voglia di biscotti al burro.
A 35 Km da Solitaire c'è il nostro albergo "Agama River Camp" (1570 N$/notte in doppia, 895 N$/notte la singola). Arriviamo nel pomeriggio, ci accoglie una delle due donne che gestisce il posto, una bionda con cui fatichiamo moltissimo a comprendere tanto parla in fretta. 
Fare un bagno in piscina è impossibile perché l'acqua è freddissima, in compenso ci mettiamo a bagno le birre che berremo guardando il tramonto dal tetto del nostro bungalow.

Una volte calata la notte dobbiamo muoverci con le torce per andare a cena. Il servizio è molto curato, le due ragazze che gestiscono sono molto attente e premurose. Chiediamo dritte per il tragitto del giorno dopo, nel frattempo la stanchezza sbuca prepotente dai pori e crolliamo in poco tempo dal sonno.

Oggi abbiamo percorso 321 Km, di cui 287 su strada non asfaltata.

DOMENICA 19 AGOSTO 2012
La sveglia è puntata ancora prima del solito: 5:20, perché l'essenziale oggi è il tempismo. Ritiriamo i nostri sacchetti del pranzo e arriviamo a circa 40 Km di distanza ai cancelli del piccolo centro di SESRIEM, prima che aprano alle 6:45. Alle 6:15, nei pressi del SOSSUSVLEI LODGE, ci sono già una decina di auto in coda.
In Namibia la maggior parte delle attrazioni è in mano ai lodge, in questa maniera è più facile gestire il flusso di turisti.
Alle 6:30 riusciamo ad entrare, quello che andremo a visitare oggi è uno dei luoghi più affascinanti di questo paese: si tratta di una vasta zona sabbiosa caratterizzata da dune dai colori molto intensi, arancioni e rosse.
Le dune più grandi e più stabili sono parzialmente coperte da vegetazione arbustiva o erbosa. Il territorio è attraversato da diversi corsi d'acqua effimeri, che in alcuni punti formano pozze d'acqua anch'esse effimere; tali pozze prendono il nome generale afrikaans di vlei ("pantano", "acquitrino"). Il fondo di queste pozze, asciutto per gran parte dell'anno (e talvolta per interi anni) assume a causa della composizione salina un caratteristico colore bianco.
La strada che conduce a Sesriem è sterrata; passati i cancelli, invece, si procede su strada asfaltata per 60 km, fino alla zona di SOSSUSVLEI (cit.).
Come dicevo, è essenziale arrivate presto, in questa maniera si riesce ad ammirare il fantastico gioco di luci e ombre sulle dune. Bisogna mantenere il limite di velocità in questo tratto sui 60 Km/h, scattiamo foto a finestrini aperti sebbene ci siano meno di 8°C. I posti più belli si trovano in fondo a questo tratto di strada. Nel tragitto ci fermiamo un attimo a fotografare la nota Duna 45 (così chiamata perché si trova al Km 45), su cui ci hanno sconsigliato di salire per concentrarci su quella che a detta di molti ne vale molto di più la pena, ossia la Big Daddy, la duna di sabbia più alta al mondo.
Panorama dalla Big Daddy
In fondo alla strada siamo costretti a parcheggiare in quanto solo i 4X4 possono proseguire per arrivare a Sossusvlei. Sono a disposizione delle navette che per 100 N$ portano nella zona dei vlei. Sono solo 5 Km, ma sono più tormentati da tempo immemore. Dossi, scossoni, salti su una jeep totalmente sbalestrata.
Sulla Big Daddy ci sono già parecchie persone, ma la quasi totalità si ferma sul primo tratto credendo di essere arrivata a destinazione, in realtà bisogna camminare per 1 ora e 30 minuti sulle creste delle dune per poter giungere alla sommità di circa 380 metri. Lo spettacolo è mozzafiato.
Al ritorno, per comodità, decido di togliere le scarpe e proseguire scalza, conscia della presenza degli innumerevoli animali che si muovono sotto la sabbia. E' sorprendente in quanto poco tempo il vento cancelli le orme sulle dune.
In fondo ci rimettiamo le scarpe e ritorniamo al punto dove ci aveva scaricato lo shuttle, da qui con una camminata di un paio di chilometri si arriva al vlei più fotografato in assoluto: il DEADVLEI, dove si vede l'impressionante contrasto tra i tronchi carbonizzati di acacia e il bianco calcareo del vlei, uniti all'arancione delle dune e il blu del cielo.
Deadvlei
Tantissimi sono i turisti in questo posto. Torniamo all shuttle e ci facciamo i nostri 5 Km di salti per tornare indietro. E' mezzogiorno, e dopo un pasto frugale, nonostante la stanchezza ci incamminiamo seguendo un sentiero segnato paletti per l'HIDDENVLEI, che secondo le stime doveva trovarsi non troppo lontano dal CESSNAVLEI, tuttavia non teniamo conto del fatto che camminare sulla sabbia è veramente stancante, per cui torniamo indietro al parcheggio esausti senza raggiungere la meta anche se vicini.
Ripercorriamo a ritroso i 60 Km di strada asfaltata sino all'ingresso del lodge, paghiamo (80N$ a persona + 10N$ auto), infatti stamane avevamo solamente registrato la targa. Prima di uscire dai cancelli del lodge però ci fermiamo a visitare il SESRIEM CANYON che dista 4 Km dall'ingresso. Dal parcheggio non si vede assolutamente nulla, in realtà, la peculiarità di questo posto è il poter accedere nel fondo del canyon e poterci camminare liberamente essendo prosciugato.
Ci sono innumerevoli cunicoli utilizzatio dagli uccelli come nido e riparo.
Sesriem Canyon
Stanchissimi facciamo ritorno al camp, non abbiamo le forze per visitare le dune pietrificate che vengono segnalate in prossimità di Solitaire, così ci prendiamo una birra ghiacciata  e giochiamo con i cani che vivono nel campeggio. Alle 18:00 il sole è tramontato da un po', la maggior parte degli ospiti se n'è andata e siamo rimasti noi con una coppia di sposini italiani alquanto spaesati.
Veniamo fatti sloggiare dal ristorante senza tante cerimonie alle 20:00, non ci rimane che andare a dormire tra una miriade di insetti entrati attirati dalla luce delle lampade. Anche qui lo sbalzo termico è impressionante: di notte abbiamo 12-15°C, contro i 25-30°C di giorno.

Oggi abbiamo percorso 229 Km, di cui 190 su strada non asfaltata.

LUNEDI' 20 AGOSTO 2012 
Ah, oggi una bella dormita fino alle 6:30, e una volta colazionati saldiamo il conto del ristorante, scoprendo che non hanno la carta di credito, o non come la intendiamo noi, per cui la transazione viene fatta telefonicamente.
Partiamo, teniamo la C19, e dopo aver percorso 178 Km giungiamo a MALTAHOHE mantenendo la media dei 100 Km/h, passeremo il Zarishoogte Pass, lasciando alle spalle le montagne del Tirasberge (1895 m).
Alle 10:00 arriviamo a Maltahohe, e finalmente la strada diventa asfaltata. Fermatevi a fare benzina in questo luogo apparentemente dimenticato da Dio, qui infatti c'è un bar/market che merita una visita: si chiama WOESLYNKOMBUIS. I gestori di questo scioglilingua sono una coppia di bianchi che ammazzano il tempo facendo decoupage, ma la vera particolarità consiste nelle infinite scritte lasciate dagli avventori di passaggio da ogni parte del mondo (anche noi siamo orgogliosi di lasciare il nostro segno).

Da Malthahohe a MARIENTAL, unite dalla C19, il tragitto sarà finalmente su asfalto. Riusciamo a incrociare anche qualche auto, infatti Mariental è un centro piuttosto grande, ma per nulla raccomandabile nonostante l'aspetto ordinato. Andiamo in un supermercato ma dobbiamo stare attenti all'interno a non essere derubati, e quando usciamo ci viene controllato lo scontrino.
Imbocchiamo la B1 e andiamo avisitare l'HARDAP DAM ce si trova a 15 Km di distanza.
Essendo inverno la struttura non offre ristoranti aperti, però possiamo visitare la diga e il parco attorno. Qui dentro c'è la FISHER ROAD, ossia una strada non asfaltata di qualche chilometro che si articola tra le varie insenature dell'invaso del Fish River (chiamato anche Lago Blu).
Hardap Dam
Incontriamo qualche animaletto (orice, struzzo, pellicani, facoceri, e persino uno sciacallo); per scendere in una baia rischiamo di spaccare la macchina in una delle tante buche. Non percorriamo tutta la Fisher Road, anche perché il nostro mezzo non è molto adeguato al tipo di tragitto. Torniamo indietro, paghiamo (40N$ a persona + 10N$ auto) e ci rimettiamo sulla B1 per un breve tratto, poi la C20 (asfaltata sino a Stampriet), quindi siamo sulla C15, tratto che facciamo preceduti da un fuoristrada che ci alza la polvere e non ci permette di vedere niente. Ci troviamo nel fondo del canyon scavato dal fiume Auob.
Siamo nella regione di Hardap, nel deserto del Kalahari. La terra è sorprendentemene rossa, ancora di più di Soussvlei.
Appena 6 Km prima di arrivare a Gochas c'è la nostra sistemazione: l'AUOB LODGE (960 N$/notte in doppia, 685 N$/notte la singola). Scendiamo dall'auto e una gomma è forata. Calma, niente panico: c'è quella di scorta, ma prima facciamo check in.
L'ambiente è rustico e un po' datato, ma nel complesso è accogliente.
Sono le 16.00 è la prima preoccupazione è cambiare la ruota, domani mattina andremo a Gochas a farla riparare.
Stanchezza e contrattempi provocano qualche malumore e nervosismo, che decido di smaltire correndo nella riserva privata del lodge.

La cena è alle 18:30 e siamo solo in sei in tutto il lodge, solo Italiani che ci evitiamo come la peste. Ci mettiamo per qualche minuto nella zona comune, ma anche qui è palese che ci dobbiamo togliere dalle scatole.

Oggi abbiamo percorso 497 Km, di cui 325 su strada non asfaltata.

MARTEDI' 21 AGOSTO 2012
Pure oggi sveglia prestissimo, non per fare chissà cosa, ma quando hai già dormito 9-10 ore hai voglia di scollarti dal letto.
Mi sarei aspettata temperature più estreme in questa parte di Namibia. Ancora prima delle 8:00 siamo già sulla strada che ci divide da Gochas, un villaggio in cui servizi sono ridotti all'osso: un market, una library, uno sportello bancario aperto due ore al giorno, e quello che serve a noi: il gommista del benzinaio.
Qua riparare le gomme forate è il loro pane quotidiano. Fa quasi tenerezza l'impegno che ci mette questa gente per compiere il proprio lavoro. Quando saldiamo il conto per la riparazione non posso credere quanto sia esigua la cifre richiesta: appena 65 $N. Gli lasciamo una mancia di 20 dollari, ci mostra il suo sorriso più grande per la contentezza (qui la paga media mensile è di 70 $N).
Ci sono diversi ragazzini che vanno a cuola, sono molto curiosi, e salutano tutti in maniera molto educata e composta.
Alle 8:30 torniamo al lodge e ci incamminiamo per i sentieri della riserva del lodge che avevo scoperto la sera precedente. Questa riserva è qualcosa di sconfinato agli occhi: ben 800 ettari.
Camminiamo per ben due ore vediamo qualche impala e struzzo, ma nulla di più. Il sole picchia e comincia a salire la temperatura. Torniamo al lodge e ci culliamo nel dolce far niente sino alle 14:00, ora in cui riemergiamo dal sonno pomeridiano per un caffè e un fetta di torta.
Il lodge si riempie di una comitiva di pensionati tedeschi che saranno con noi nel game drive organizzato all'interno della riserva (250 $N a persona).
Passiamo il pomeriggio poltrendo a bordo piscina, osservando i giardinieri mentre abbattevano a colpi di machete una piccola palma, perché a signora bianga non biageva biù.
Alle 15:00 spostiamo le chiappe dal letto a scomodi sedili di jeep ante bellum. Con noi c'è anche la guida tedesca che ha la pazienza di spiegare qualcosa anche a noi: ci insegna a riconoscere lo shepherd's tree utile nella cua dell'asma, che le uova di struzzo che troviamo in giro sono fonte di calcio per altri animali, oppure i boscimani le bucano e le riempioni di acqua lasciandole sparse in giro come riserva contro la sete.
Ci fermiamo parecchio nei paraggi di una tana di suricati, animaletti curiosi che ci osserveranno solo da lontano; infine, su un punto panoramico della tenuta, incontriamo ben cinque giraffine. E qui ci fermiamo e ci godiamo il tramonto del sole bevendo una birra.

Arriva immediatamente la notte e subito veniamo riportati nel lodge. Ceniamo prestissimo, sono già le 18:30, ma al buffet c'è già ressa.
Qui ci rimane impressa Monique, una cameriera proveniente dall'Etosha, completamente differente: è attenta, curiosa, ha lo sguardo triste di chi vorrebbe essere altrove, di chi vorrebbe andare via.
Poco dopo arriva un gruppo di ragazzini che si esibisce in uno spettacolino dove veniamo coinvolti anche noi a ballare con loro.
Andiamo a dormire presto, il cielo è coperto e per questa sera non possiamo ammirare le stelle.

Oggi abbiamo percorso 13 Km, di cui 12 su strada non asfaltata.


NOTE:


1) L'acqua del rubinetto ha un residuo molto altro, quasi limacciosa. Sconsigliano di berla, per cui offrono delle bottigliette d'acqua minerale.

2) Tra i prodotti offerti dal lodge c'è anche il balsamo. Sai che strani i capelli morbidi dopo 15 giorni di solo shampoo e aria super secca?

3) L'aria è così secca che un paio di calzini si è asciugato in meno di un ora.

MERCOLEDI' 22/08/2012
Sveglia alle 6:30, sono già partiti tutti, ma partiamo con calma. L'obiettivo è superare i 5000 Km di strada percorsa durante la vacanza, per cui ci troviamo a scegliere sulla cartina un percorso per allungare la tappa di oggi. Allora arriviamo a Gochas, dalla C18 in direzione Gibeon sino a incrociare la B1. Questo tratto è sterrato ma si riesce a tenere la media dei 100 Km/h, tranne in qualche breve tratto dove sono all'opera le ruspe.
In corrispondenza di Gibeon c'è un tornante non segnalato: qui la strada scende bruscamente. Ci accorgiamo che la Namibia è fatta di tantio altopiani, come se fosse a gradoni.
Sulla B1 passiamo Mariental, quindi Kalkrand, paesino che offre solo una pompa di benzina dove facciamo l'ultimo pieno.
Una ventina di Km prima di Rehoboth si incrocia il Tropico del Capricorno, purtroppo lo vediamo tardi, ma poco male, il paesaggio non è dei migliori. Rehoboth è un centro piuttosto grosso e servito; sono indicate diverse spa in quanto ci sono delle sorgenti di acqua calda (anche se il fiume che ci scorre ha un aspetto poco sano).
Alle 13:00 arriviamo  nella capitale, una delle più piccole al mondo: WINDHOEK.
Il traffico è piuttosto sostenuto se paragonato alla solitudine che abbiamo vissuto per giorni.
Alloggiamo all'HOTEL PENSION MONI (1110 N$/notte in tripla), in una zona al confine tra il centro e la zona industriale. Siamo sistemati in una tripla: l'arredo è semplice, moquette per terra una porta sgangherata a  soffietto chiude il bagno.
Ci mangiamo le ultime provviste in giardino dove c'è anche una piccola piscina, quindi usciamo per vedere il centro. Prendiamo l'auto e la portiamo a lavare presso una Total dove è presente il carwash. Lasciamo l'auto e torniamo dopo un'ora. Intanto giriamo il centro. Avevamo letto che si verificano molto spesso fenomeni di microcriminalità. Detto fatto: risaliamo Fidel Castro St sino Independence Ave e nel frattempo un gruppetto di ragazzi prova a derubare uno di noi.
Basta davvero poco per rovinare il clima rilassato, per diventare tesi e guardinghi verso tutti.
Raggiungiamo Christurkirche, quella che dovrebbe essere la cattedrale, ma ovviamente la troviamo chiusa. A Windhoek  non risulta facilissimo passeggiare senza fatica, le strade sono un saliscendi continuo. Ci sono tantissimi banchetti di artigianato, magari fatti in Sudafrica. Provano ad infastidirci con  i soliti portachiavi in noce di amarula: sono i soliti uomini damara che ci recitano la stessa tiritera. Si fa l'ora di recuperare l'auto, ci hanno lavorato in cinque persone, lavata da cima a fondo, persino il motore, il tutto per la modica cifra di 150 N$.
Poco lontano dal carwash si trova un centro commerciale con il parcheggio a pagamento custodito. Ci sono parecchi negozi, andiamo anche nel supermercato dove scopriamo che non possono vendere liquori, ma al massimo vino e birra, e per i primi bisogna rivolgersi ai liquor shop.
Per l'abbigliamento invece si trovano negozi molto economici - dalla fattura modesta -  oppure negozi che vendono griffe conosciute in tutto il mondo che costano quanto in Italia.
Il centro commerciale è a due piani e sbuca su POST STREET MALL, dove si trovano tanti negozietti variopinti, bancarelle e bar, anche se alle 15:30 sta per chiudere quasi tutto. In questa via si può ammirare una mostra permanente di meteoriti caduti nel 1836 (Gibeon). Qualcuno è persino stato portato via..

Facciamo ritorno alla base, stasera ceneremo in un locale turistico, ma vi assicuro che ne vale lo stesso la pena: è il JOE'S BEER HOUSE (Nelson Mandela Ave).
Il locale è molto lontano da dove siamo alloggiati, va da sè che dobbiamo andarci in auto. Di notte la capitale si svuota, non è molto differente dall'attraversare Johannesburg: filo spinato ovunque e guardie armate fuori dalle ville.
Il locale è sviluppato per gran parte all'aperto, con tavoli sotto ombrelloni di paglia che conferiscono al tutto un aspetto molto originale. Il menù però è quello che dà la maggior particolarità, infatti per i carnivori più curiosi è possibile assaggiare tagli di selvaggina come kudu e zebra, il tutto a prezzi molto buoni.
Oggi abbiamo percorso 459 Km, di cui 107 su strada non asfaltata.

 GIOVEDI' 23/08/2012
Ultima giornata di vacanza. Anche l'ultima notte sarà travagliata, non c'è nulla da fare, alle 6:00 siamo già in piedi, poco dopo già con la colazione in pancia e con i bagagli rifatti. L'idea nostra è di gironzolare qua attorno per gli ultimi acquisti sino alle cinque del pomeriggio, per poi andare con calma in aeroporto.
Prima ci buttiamo un un altro centro commerciale, ma i prezzi sono altissimi, più che in Italia, il cibo idem, sorge spontaneo come riescano a permettersi di campare.
Torniamo in centro, questa volta per visitare il tanto decantato NAMIBIA CRAFT MARKET (Tal street, 40). I clienti possono parcheggiare gratuitamente nel parcheggio riservato. Questo posto raccoglie gli oggetti prodotti da più artigiani. C'è anche una caffetteria dove ci fermiamo per mangiare una fetta di un dolce proposto molto spesso: il crumble di mele. Da quesa zona principale, tuttavia basta prendere per caso una porta laterale e si accede ad una serie svariata di negozi dai prezzi molto più convenienti, tanto che sembra di essere capitati, nè più nè meno, in un grande ingrosso di bigliotteria.
Collane da 50N$, portachiavi di noce 30 N$ (a me chiesti 80N$ per strada), bracciali in PVC - acquistati identici nel villaggio Himba -  da 40 N$.
Usciamo con il mal di testa, torniamo su Indipendence Ave per fare scorta del liquore Amarula per noi e parenti (il suo prezzo in aeroporto sarà il doppio).
Curiosando tra i negozietti per farci passare il tempo, mi metto per caso a chiacchierare con una signora tedesca dopo essere stata invitata a dare uno sguardo alle collane che vende. Viene fuori che è di Francoforte. Toh, proprio dove faremo noi scalo, e allora incalza con su, sbrigati che i voli sono in overbooking, corri corri.
Via, scappiamo a recuperare i bagagli e ci fionfiamo in aeroporto.
Da qui saranno quasi tre ore di delirio sull'orlo di crisi isteriche, tra litigi di gente obbligata a rimanere a terra dal giorno prima, con la stanchezza di un viaggio intenso. Con fortuna e pazienza riusciamo ad avere i biglietti.
L'ultima birra al tramonto non può mancare, direttamente sulla pista, ma questa volta sarà con la tristezza di una bellissima vacanza giunta al termine (20:21 volo SW0285).

Oggi abbiamo percorso 16 Km.

Per poco non abbiamo raggiunto la cifra tonda, ma abbiamo percorso da inizio vacanza la bellezza di 4962 Km di strada, di cui 2774 su strade prive di asfalto.

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