1.9.13

Aiutati che il ciel non è affidabile


Oh sai, è proprio bello andare a correre. Oggi ho ripreso e sono partita in quarta, tipo che ero ferma da luglio, e ne ho fatti subito subito una quindicina. Non sono per niente brava e costante, però un po' testarda sì, e questo nella corsa aiuta. 
Dire che è bello andare a correre è una mezza verità, perché nel mentre invece è proprio una tortura. Vacca boia che fatica.
Ho cominciato a correre nel 2009 e di preciso non so quanti chilometri abbia macinato,  di paia di scarpe ne ho consumate pochine, quindi nemmeno la strada sarà stata tantissima in proporzione, però ho imparato qualcosina:
1 - Non ci si improvvisa maratoneti
Partire da zero e in pochi mesi finire una maratona sarà anche fattibile, ma poi non so quanta voglia vi rimmarrà di continuare e farne altre. Magari cominciate galvanizzati da un nuovo obiettivo, e vedete che siete pure bravini, ne fate prima 5, 10, poi 15 Km e vi sembrano una gran cazzata. In fondo che differenza ci sarà mai tra 15 con più di 42 Km? Ebbene ce n'è eccome: é come addentrarsi nell'ignoto di se stessi; bisogna fare qualcosa per cui non siamo nati per fare, ossia dosare le energie per tutta una gara. Un lavoro difficilissimo. 
E poi, io vi vedo subito quando siete neofiti, soprattutto nella bella e calda stagione. Oltre a vestirvi con quello che vi capita, mio Dio, vi mettete ai piedi delle scarpe improponibili, magari stilose, ma che a questo tipo di sport significa un attentato alla vostra salute. E per favore non lamentatevi se vi vengono le vesciche quando mettete volgari calzettoni di spugna (esistono ancora per caso?). Quindi, piuttosto andate al Decathlon che con una cifra onesta vi vestite in maniera tecnica senza rischiare colpi di calore durante, o polmoniti dopo un'uscita. Diciamocelo poi, vi si riconoscerebbe subito anche nel caso qualcuno vi abbia messo addosso l'abbigliamento più tecnico e figo in circolazione: avete l'andatura baldanzosa e saltellante di chi sembra stia attraversando un campo di fiori sotto LSD. Scoprirete che la vostra andatura si modificherà passo dopo passo, diventerete tronchi rigidi sopra, con gambe mobili sotto. Il corpo in fondo va al risparmio e tenderà ad eliminare movimenti inutili.
2 - Infortuni come se piovesse
Io, personalemente, ho smesso di contare tutti gli infortuni che mi sono procurata con la corsa. Il detto "Correre fa bene" è la più grande stronzata che ci abbiano propinato, e dire che in Italia ci siamo abituati, ma questa è un'altra storia. 
Ok è fantastico correre per le endorfine, ossia lo stato drogato che ci autoprocuriamo, ma in realtà pochissimi di noi sono in grado di farlo - specie per lunghe distanze - evitando di procurarsi infortuni nell'immediato, oppure di cronicizzare patologie infiammatorie a tendini, o perché no, usurare cartilagini.
Ho capito che la corsa deve andare in parallelo all'aiuto di figure come l'osteopata, e se questo è fisiatra, avrete fatto jackpot. Ve la spiego facilmente: in pratica andate a correre, e mettiamo che un giorno vi sentiate particolarmente in forma da andare ben oltre all'allenamento abituale. Potrebbe capitare, o forse no, di procurarsi una piccola infiammazione che inizialmente trascurerete; all'uscita successiva tenderete a portarvela dietro perché non ancora in fase remissiva. Ipotizziamo andiate ancora avanti, questo dolore diventerà sempre più acuto e il corpo tenderà a modificare la vostra postura per minimizzare la sensazione dolorosa.
Oppure nel caso più comune, sottoscritta inclusa, siete proprio storti di partenza. Io per esempio ho una bellissima esse al posto della colonna vertebrale. Questo vuol dire che un bravo osteopata mi ha messo le mani addosso e mi ha dato una raddrizzata, per quanto poteva, dopo reiterate infiammazioni al bacino in seguito ad allenamenti su lunghe distanze.
3 - Si torna sempre indietro
La corsa non dà risultati duraturi purtroppo. Ogni volta che vi fermerte perché la vita ci si metterà di mezzo con le sue belle e brutte rotture di scatole, scenderete di botto la scala che avevate salito tanto faticosamente. Non è proprio vero che ogni volta è come ricominciare da capo, ma questo dipende da quanta pausa siete costretti a subire. 
Oggi ho voluto fare la sborona e, dopo un fermo di quasi due mesi, ho tentato 15 Km. Li ho fatti, eh. Le lumache hanno cercato di superarmi più volte, ho camminato spesso, ho cercato con lo sguardo la strada per tagliare e andare direttamente a casa, ma alla fine mi sono data due calci nel sedere e sono arrivata anche io.
La morale è: andare sempre avanti, magari cercando di fregarsene di tempi, tracciati e dello stramaledetto gps. E' già una vittoria vincere ogni volta la pigrizia.



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