26.8.14

Apis

Dell'omeopatia non mi è mai fregato nulla, però dovevo "vendere" qualcosa e farmi trovare in qualche modo preparata. Fingere che me ne fregasse qualcosa. Due cose mi sono rimaste: la prima è che il simile cura il simile, la seconda è che la dose somministrata fosse infinitesimale.
Così, se tu per caso avessi avuto mal di gola, e fosse stato un mal di gola che bruciava, tanto da bere acqua fredda per alleviare il dolore, la tua cura sarebbe stata APIS 15 CH. Capito? Apis, ape. La puntura dell'ape sulla gola. Questo è tutto quello che ho imparato e ricordato: l'immagine di quella povera ape che si ficca con tutta la sua rabbia e paura nella gola.
Poi ti trovi una domenica a tornare in quei luoghi belli in modo assurdo e magici. Speciali per te e nessun'altro in quella maniera, senza motivo. Camminavo a bordo di quel lago, un posto che sa essere meraviglioso solo quel giorno, con la giusta quantità di luce. E abbandonarsi troppo in questi posti è pericoloso, basta un attimo che la luce cambia, sale la nebbiolina dall'acqua, ed è fatta: la malinconia bastarda ti prende alle caviglie e ti trascina nella melma.
Ci sono posti che vanno presi a dosi infinitesimali, così malinconici che riescono a curare il tuo malessere, ma come in tutte le cose bisogna saper scappare in tempo. Prima che l'ape lasci il pungiglione nella gola.

(per Galliziolab)

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