2.8.14

Bottle pack


No, non sto facendo pubblicità gratuita alla Levissima, manco la compro, per dire. Oggi si parla di quella cosa che a noi donne piace tanto intraprendere in vista della prova costume. E dato il tempo orrendo che contraddistingue la stagione estiva 2014, noi donnine siamo davvero fortunate, perché rimanda che ti rimanda, questa maledetta prova la potremo fare ai Caraibi a Natale.
La prima dieta che io ricordi risale al primo anno di università, di quel periodo mi è rimasto l'odio per le mele verdi -  le granny smith -  e quella sensazione di denti legati. Le mangiavo come spezza fame, da sole, nel latte freddo. Sacramento! Kg persi: 5.
La seconda dieta risale al 2003, mi ero lussata una spalla, mi ero ingolfata di spaghetti di soia durante la tesi, e vedermi con le guance da criceto nelle foto mi aveva fatto paura, ancora prima della prova bilancia.
Kg persi: 5.
Terza dieta, e siamo arrivati al 2009. Ne parlai in un altro post, cerca se hai voglia. Fu la prima volta che abbinai una dieta nemmeno troppo drastica a tantissimo lavoro aerobico e anaerobico. Me lo potevo permettere perché all'epoca al lavoro si batteva la fiacca tutto il giorno.
Kg persi: 8. Esaurimento psichico e fisico abbinato.
Quarto tentativo e siamo nell'autunno 2011. Nel frattempo ho ripreso tutti i Kg persi nel 2009. Decido di non fare di testa mia ma di essere seguita da una dietologa. Allora, spaventata dalle spese folli intraprese dalle amiche, consulto il mio caro medico di famiglia e mi manda con la ricettina alla mutua. Sulla prescrizione ci doveva essere scritto qualcosa come "consulto per perdita ponderale, blabla". Finisco al Niguarda, in quei stanzoni alti alti e una dottoressa piccola piccola, che mi guarda e mi chiede, ma tu cosa vuoi fare la dieta, qui si lavora con grandi obesi! Mi dà la mia scheda, le avevo detto che mi stavo allenando per una maratona e quindi ero capace di fare anche 40 Km in una settimana, con la benedizione di tutti i santi e l'allineamento dei pianeti. di fatto cominciai a ingrassare. Kg persi: nessuno.
Corro la maratona, in leggero sovrappeso, ma  ce la faccio comunque, era bastato andare piano piano. questo però non aveva impedito di farmi male lo stesso.
Arriva il progetto Dieta Genetica, una gran figata. Mi dice esattamente in quali patologie rischio di incorrere secondo il mio profilo genetico, e quali sono gli alimenti che devo evitare come la morte (tipo le uova). oppure che non c'è una ceppa da fare, il mio corpo non sviluppa molto calore, ed è per questo sudo poco durante l'attività fisica anche intensa. Quindi un grosso SUCA a tutti quelli che dicono che non dimagrisci perché non fai la pozza di sudore attorno ai piedi.
Purtroppo ero sempre scassata in quei mesi, e peccato che se fai la dieta e non ti muovi, l'ago della bilancia non lo farà per compassione nei tuoi confronti. Kg persi: 3.
Per cui ho passato quasi due anni, dal 2012 ai primi mesi del 2014, corricchiando e mangiando come un furetto, facendomi costantemente male alle ginocchia, bacino e qualsiasi alra zona random.
Siamo al sesto e - per ora - ultimo tentativo. Ho cominciato a fare sul serio il 23 aprile scorso, e da allora mi sono scrollata di dosso circa l'equivalente del peso di una cassa d'acqua confezionata da 6 bottiglie da 2 litri. Due chili più, mezzo chilo in meno, con il vento a faore, e  umidità relativa bassa.
Non ti dico che dieta ho seguito, basta che tu sappia che ho bandito dalla mia alimentazione più carboidrati e grassi possibili, e la pronuncia di questo regime dietetico assomiglia tanto ad una bestemmia in veneto.
Il resto è solo volontà e grande determinazione per sentirsi un pochino meglio in questo involucro che chiamo corpo; malamadonna che fatica però. Finché non vai a dormire con il borbottio allo stomaco, oppure sei costretta a mangiare insieme a qualcuno che si può permettere ogni tipo di porcheria ipercalorica, tu non avrai ancora conosciuto l'odio più profondo.L'ho fatto anche per una compagna di pensieri e chiacchierate tra me e me che è la corsa. L'ho fatto per le caviglie, le ginocchia, e quella povera schiena che mi diceva a più riprese basta, ti prego.
E allora, da quel giorno di aprile, la mia vita è cambiata un po': la corsa va decisamente meglio, e finalmente mi sento più leggera, la fatica no, quella è la medesima; il mio rapporto attuale con il cibo è differente, ma non escludo possa tonare come prima, talmente poco è passato.
L'unica cosa davvero grossa è il fatto di aver cominciato a imparare a trovare gratifica in altro, in qualcosa che non sia lo sfogo o la consolazione derivante dalla tavola. Estremizzando, mi sembra di rivivere alcune scene del film Matrix, dove il cibo è ridotto a mero nutrimento, nulla più. Però vaffanculo, io una piadina ogni tanto me la faccio lo stesso.


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