3.9.14

Chi ti credi di essere? (Alice Munro)


La disfatta del senso logico; una scintilla, una goccia di pura follia.
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Si respirava, in quella stanza, un’aria serena, permissiva, quasi un brivido di felicità.
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al gemito di monumentale noia che ogni tanto le sfuggiva in classe.
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– Ci dai dentro sui libri? Vuoi fare la maestra? – Può darsi –. Non aveva la minima intenzione di fare la maestra. Ma era strabiliante come la gente ti lasciasse in pace, se ammettevi che quello era proprio il tuo sogno.
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Brutta giornata, oggi, in casa, – disse Billy, abbassando la voce. Rose alzò gli occhi e lo squadrò con freddezza. – Dico per tuo padre che se ne va in ospedale. Ma vedrai che lo rimettono in sesto. Sono ben attrezzati, laggiú. Hanno medici in gamba. – Ne dubito, – disse Rose. Odiava anche quello, il modo che aveva la gente di alludere a qualcosa per poi fare marcia indietro, quella malizia. Succedeva di solito con il sesso e con la morte.
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«Vita grama per gente grama»,
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La povertà in una donna non è attraente a meno che non sia accompagnata da dolcezza idiota e facilità di costumi. L’intelligenza, in compenso, attrae solo se combinata a una certa eleganza, a un tocco di classe.
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A renderci desiderabili non è qualcosa che facciamo, ma qualcosa che senza saperlo abbiamo dentro di noi.
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Sperando solo che, al suo ritorno in camera, lui non cominciasse a ringraziarla in adorazione. Perché in realtà essere adorata non le piaceva; era solo affezionata all’idea.
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vanagloria strafottente
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– Non serve sapere che cosa si vuole per saper che cosa non si vuole!
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diceva di essere stata travolta da una tenerezza fraterna, di non avercela fatta a resistere alla vista di quella nuca. Poi scendeva piú a fondo nell’analisi e aggiungeva: è stato egoismo, egoismo. Raccontava di essersi precipitata ad abbracciarlo, riuscendo a vincere i suoi sospetti, e di averlo baciato, piangendo, reinsediandosi nella sua vita, per la semplice ragione che non sapeva come fare senza il suo amore e la sua promessa di prendersi cura di lei; aveva paura del mondo e non era riuscita a farsi venire in mente nient’altro per il proprio futuro.
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Quel che non ha mai detto invece, nemmeno in confidenza, è che a volte le capitava di pensare non si fosse trattato né di pena o di egoismo, né di vigliaccheria o di presunzione ma di tutt’altro, come di una prospettiva di felicità.
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Indossava un impermeabile. Si era appesantito, ma lo riconobbe subito. E provò la solita sensazione che quella fosse una persona alla quale lei era legata e che, in virtú di una magia possibile, potessero ritrovarsi e fidarsi l’uno dell’altra, e che per fare tutto ciò sarebbe bastato che ora lei gli si avvicinasse, e lo sfiorasse su una spalla, sorprendendolo di felicità.
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Rose non sapeva se davvero volevano farsi degli amici o se si sentivano solo in dovere di averne.
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Jocelyn avrebbe preso in considerazione le conseguenze; avrebbe guardato le cose in faccia. Mai cercare il piacere di nascosto.
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ma avrebbe giurato che la vita di lui in quella casa fosse tutta una farsa e un’attesa, come la sua in casa di Patrick.
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– Scommetto che a scuola legavi sempre con i ragazzini piú problematici, – aggiunse Clifford, con il suo sorriso affettuoso. – Sai, quei poveretti con l’acne, balbuzienti e vestiti da cani. Scommetto che li perseguitavi e li soffocavi con la tua amicizia.
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Perché tante carezze delle donne sono domande (è questo che avrebbe imparato, o riscoperto, grazie a lui); perché la tenerezza delle donne è avida, la loro sensualità infida.
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pensò a quanto l’amore allontani il mondo da noi, quando è felice non meno di quando non lo è. Il che non avrebbe dovuto sorprenderla, e infatti non lo fece. La sorpresa fu il suo desiderio, quasi la pretesa che ogni cosa tornasse a essere lí apposta per lei, semplice e compatta come il servizio di recipienti da gelato, tanto da convincerla di non essere solo in fuga da delusioni, perdite e abbandoni, ma anche dal loro esatto opposto: dalla cerimonia violenta dell’amore, dallo stato di frastornata alterazione che comporta. Perfino quando non era pericolosa, faticava ad accettarla. In un modo o nell’altro l’amore ti derubava sempre di qualcosa: una sorgente di equilibrio interiore, un piccolo nocciolo duro di onestà. Cosí la pensava.

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