11.9.14

Wonder (R.J. Palacio)




Di solito mi piace, quando parlano di quando ero neonato. A volte vorrei raggomitolarmi come una pallina piccola piccola e farmi abbracciare e sbaciucchiare. Ho nostalgia di quando ero piccolo e ancora non sapevo le cose.
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Quello che è forte, dei bambini piccoli, è che non dicono le cose con l’intenzione di ferire, anche se poi lo fanno. È che non sanno veramente quello che dicono. I ragazzi grandi no: loro lo sanno, quello che dicono.
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E poi, mi sono ritrovato a sorridere. Non lo so. A volte mi capita di sentire che sto per piangere e un attimo dopo quella stessa sensazione si trasforma in una specie di risata.
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D’accordo, menina querida? Voglio che tu sappia che sei la numero uno per me. Sei la mia…» aveva spinto lo sguardo sull’oceano e spalancato le mani, come se stesse cercando di lisciare le onde. «Tu sei il mio tutto. Mi capisci, Via? Tu es meo tudo». La capivo. E sapevo anche perché mi stava confidando quel segreto. Le nonne non dovrebbero fare favoritismi. Lo sanno tutti. Ma dopo che lei è morta, io mi sono attaccata a quel segreto e ho lasciato che si stendesse sopra di me come una coperta calda.
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Erano stupidaggini, ma papà riusciva sempre a farti ridere. E qualche volta questa è l’unica cosa di cui si ha bisogno per sentirsi meglio.
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Ma la questione non è su chi abbia i giorni più difficili. Il punto è che tutti dobbiamo fare i conti con le nostre giornate no.
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A volte non c’è bisogno di voler ferire qualcuno per fargli del male
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mi piace pensare che sono capace di nascondere la mia sorpresa. spero sia così. ma la sorpresa è un’emozione difficile da camuffare, sia quando stai cercando di sembrare sorpreso e invece non lo sei, sia quando stai cercando di non sembrare sorpreso e invece lo sei.
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è buffo come esista una parola tipo iperprotettivo per descrivere alcuni genitori, ma nessuna parola che voglia dire l’opposto. che parola si usa per descrivere dei genitori che non ti proteggono abbastanza? ipoprotettivi? negligenti? egoisti? carenti? tutto quello di cui sopra.
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olivia mi ricorda un uccellino a volte, con le piume che si arruffano tutte quando è arrabbiata, e quando è così fragile come in questo momento, è un piccolo uccellino sperduto che cerca il suo nido. perciò le offro la mia ala perché lei ci si nasconda sotto.
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Non si ha bisogno degli occhi per amare, giusto? Lo senti semplicemente dentro di te. E in paradiso è così che funziona. È soltanto amore, e nessuno dimentica le persone che ha amato
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È talmente strano, come ti possa capitare di trascorrere la notte peggiore della tua vita mentre quella stessa notte, per chiunque altro, può essere una notte uguale a tutte le altre. Tipo che, sul calendario a casa, io segnerei questo come uno dei giorni più terrificanti della mia vita. Insieme al giorno in cui è morta Daisy. Ma per il resto del mondo questa è stata una giornata esattamente come tutte le altre. O, forse, è stata addirittura una buona giornata. Forse oggi qualcuno ha addirittura vinto alla lotteria.

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