26.12.14

Tornare

Tornare non è bello. Tornare alla tua vecchia casa è un taglio tra le dita che senti bruciare in modo fastidioso. Tornare in questa città, specie d'inverno con quella nebbia e il tuu tu del faro, è un esercizio di resistenza ai ricordi.
Tornare qui mi obbliga a fare quello che non sopporto: ricordare. 
Tu non sai quanto sia doloroso ricordare, e ancora prima aver relegato nel mito questi posti e gli anni trascorsi in queste terre. Quando le vivevo non le sopportavo come ora, mi andavano strette, mi irritavano il gretto provincialismo e la chiusura mentale, il farti sentire sempre fuori posto, il materialismo e la superficialità. Eppure un po' alla volta, mentre il tempo passava e pian piano me ne allontanavo, ho preso tra le dita un difetto alla volta e l'ho gettato nel cestino, ho tolto quella patina di astio e ho fatto scintillare solamente le cose più belle: il mare, le dolci colline a due passi, la gentilezza e il calore delle persone, e sopra ogni cosa ho messo i ricordi migliori. I ricordi sono diventati giovane bellezza senza una ruga, spensierati momenti di una vita che non tornerà più, così meraviglia che a confronto la realtà attuale è misero grigio senza una minima possibilità di rivalsa. Tornare è solamente ripercorrere dolorosomente, passo dopo passo, quello che non sarà mai più, sarà l'eterno confronto che terrà il presente un esempio di insoddisfazione.
Per scansare questi pensieri cerco di guardare sempre avanti, scappare sempre più lontano e tagliare quei pochi fili che mi legano ancora qui. 
Le cose più difficili andrebbero affrontate sempre a muso duro, più sono difficili e più si dovrebbe andarci dentro con la testa, lavorarci strenuamente fino a far scomparire gli spettri. Ma con la teoria sono sempre stata più brava.


1 commento:

  1. Che il 2015 ti porti maggiore serenità e...qualcosina di piu0.

    sherabbraccinfinitiAuguri

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