16.12.14

Venti racconti allegri e uno triste (Mauro Corona)


la vera allegria è prendere l’esistenza al contrario. Ridere a crepapelle là dove si dovrebbe piangere. Ma questa la chiamano follia.
==========
Vi sono uomini predisposti più di altri a infliggersi penitenze come se avessero chissà quali colpe da espiare. Animi generosi e altruisti che non evitano le difficoltà e tantomeno fanno i furbi, proprio perché non lo sono.
==========
In montagna le lezioni si danno tacendo.
==========
I cuori del terzo millennio non sono induriti per crisi di portafoglio, ma per mancanza d’amore e generosità. Niente donazioni da chicchessia. Ognuno si tiene il suo e chi ha di più piange meno.
==========
Oggi non si fanno più questi incontri, le grigliate sono strettamente personali, al massimo famigliari, né ospiti vi possono accedere se non contengono lo stesso dna. Nessuno è invitato, ognuno se la piange e se la ride per conto suo. A quei tempi invece funzionava diverso, ci si trovava in case d’altri, a sentire storie, raccontarne, nutrirsi alla stessa mensa, abbeverarsi con qualche bottiglia, alleviare le pene di una vita in bilico sul vuoto.
==========
giacché se uno ama una cosa non smette di farla al primo inciampo. Se la ama davvero, nemmeno all’ultimo, a meno che l’ultimo non sia la morte.
==========
Chi sbraita si sfoga e gli basta così. Chi tace medita, prepara il colpo, aspetta l’occasione.
==========
Solo qualche anno prima quella roba era sua: la casa, l’albergo, e tutto quel che ora era di altri. Tracollo finanziario, direbbero i tecnici. Il suo fu tracollo dell’anima, del dolore, delle male cose che messe assieme danno il via alla discesa senza fine. Dietro ogni caduta c’è la spinta di un tormento segreto che non si svelerà a nessuno, nemmeno in punto di morte.
==========


Venti racconti allegri e uno triste (Mauro Corona)

1 commento: