18.1.15

Lepidoptera cornuta


Conobbi Asdrubala (nome di fantasia, NdA) una sera d'estate di dieci anni fa. Di lei ricordo i tacchi esagerati, sottili e altissimi. Aveva il complesso dell'altezza, non che fosse così bassa. Nelle poche occasioni in cui capitò d'incontrarla era sempre impeccabile. Trucco, parrucco, abito, scarpe e accessori: coordinati e sempre all'ultima moda. Riusciva a rimanere figa pure dopo un giro in moto, ma che ve lo dico a fare, in sella al bolide ci saliva rigorosamente con le decolleté. 
Quell'estate il suo cruccio maggiore fu la scelta del tatuaggio, che alla fine cadde su una banale farfalla fatta disegnare sull'inguine (molto prima che Belen suscitasse scalpore). Ricordo questo dettaglio perché le avevano spiegato che in caso di gravidanza eventuali smagliature avrebbero dato meno problemi. Che fosse vero o no, sinceramente chissene, anche perché persi di vista lei e il tizio che si sposò, un truzzo di pari superficialità. 
Dai racconti di amicizie comuni  venne fuori che rimase incinta inaspettatamente (!), tuttavia solo oggi mi sono chiesta se quel povero lepidottero sull'inguine fosse rimasto travolto dal pancione. E sapete perché proprio oggi? Beh, me la sono trovata di fronte.
Sono in fiera a Rimini, al SIGEP, nonostante la calca riesco pure a individuare anche qualche pasticcere famoso. Mentre sono lì che riempio le guance di robe zuccherose e dannatamente caloriche, compare Asdrubala. E' perfetta: capello leggermente mosso, rossetto rosso ma non sfacciato, tubino nero, borsa rossa in tono concorde con il rossetto, e due cazzo di trampoli ai piedi che se:
a. non sei allenato finisci in ortopedia con le caviglie spezzate;
b. ti dovesse andare male nel lavoro puoi aspirare a un posto nel circo;
c. li indosso io sembro una povera deficiente, con i tacchi alti però.
La mise sarebbe stata adeguata per un cocktail serale, non per la fiera della pasticceria alle dieci del mattino, ma vabbé lei è comunque figa, una distanza siderale dal mio essere ordinario, con un vecchio paio di asics da corsa riconvertite da passeggiata, o dal maglioncino lana misto acrilico con il pupazzetto sopra e un piumino che non so mai dove infilare nei tropici dei padiglioni fieristici.
Quindi me la trovo di fronte, ovviamente non mi nota e non faccio nemmeno lo sforzo di farmi riconoscere, ma la guardo sfilare a suo agio nel personaggio. 
A questo punto urge una riflessione. La maggior parte - ma non tutte - delle donne che hanno partorito si distinguono in due tipi: chi si sfascia completamente come un cofano dopo un frontale contro un albero, o chi torna in forma come se non fosse successo nulla di stravolgente in quei nove mesi. Indovinate a chi appartiene lei.
Tutta la pantomima per dire cosa? Che non è vero niente che vi pianteranno le corna solo perché siete dei mostri vestiti come scappate de casa o si fatica a distinguervi da Chewbacca. La diceria malpensante di provincia mi fa sapere che ve le doneranno anche se siete delle graziose bamboline. Saluti.

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