17.1.15

Nota a margine dei 28


Quando c'è qualcosa di grosso che bolle in pentola può succedere che le attenzioni per ciò che ho attorno a un tratto vengano a meno. 
Se un allenamento di quelli considerati "lunghi" si profila all'orizzonte, già da qualche giorno prima comincio con il chiudere la zip molto vicino alla pelle, lasciando fuori il più possibile e cercando un vuoto pneumatico dalla vita e dalle persone. In più, come dovessi scappare all'improvviso, mi porto dietro solo l'indispensabile. Scarpe, Garmin, Musica. Basta. Questo è tutto ciò che mi serve per andare sulla mia isoletta felice.
Il soggiorno su quell'isoletta, che a volte sa essere una gioia piena, oggi è stato un inferno autentico. 
Ero completamente sola, la strada tanta da percorrere ma nemmeno eccessiva. 
La solitudine è una prova di carattere per tutti, in ogni ambito. La solitudine è uno sforzo abnorme e non è detto che non si esca con le ossa rotte qualche volta, persino quando si pensa di essere ormai preparati, bastano piccolissime fessurazioni nella determinazione. Mai dare nulla per scontato, si deve tenerlo sempre a mente. Ci sei tu con il tuoi pensieri che possono essere una mina pronta ad esplodere in ogni istante e far crollare il castello di carta della volontà.
Le gambe che girano meglio ma non abbastanza, il vento che spinge contro, la salita, la strada sterrata. 
Gli ultimi dieci chilometri, dei ventotto che dovevo fare, sono stati la mia personale via crucis: la sete, il male ai piedi, l'acido lattico che inchioda tutto, e poi la voglia di piangere e di aggrapparsi a qualunque dio. Avrei voluto tanto che qualcuno mi trascinasse a quella casa che pareva farsi sempre più lontana. 
Mi fermo, riparto, mi fermo ancora, un segno della croce, e riparto. Ho perso il conto delle soste. Io quei 28 li finisco, vada come vada, anche strisciando con la coda tra le gambe.
Poi ho pianto, eccome ho pianto, nella vasca, tra acqua calda e dolori lancinanti alle gambe. Mi sono detta che non ce la posso fare ad affrontare un'altra sfida, che oggi il mio limite è stato messo ancora alla prova. Io non so se ci riuscirò ancora, e perché soprattutto. 

1 commento:

  1. dai wirta, siamo tutti nella stessa barca, abbiamo bisogno di piccoli obiettivi, sempre
    e campiamo alla giornata, io ho fatto 22k in solitaria e facevo una fatica...forse domani sarai contenta di quello che hai fatto oggi

    https://fagioliborlotti.wordpress.com/

    RispondiElimina