5.3.15

Minuscola favola dell'insonnia delle 2:38


Chissà dove vanno tutte le aspettative disattese, se vanno seppellite in un cimitero apposito o riposte in un baule di qualche soffitta dimenticata?
Perché i rapporti che non sono destinati a funzionare non sono prima controllati da qualche operaio della catena di montaggio, quindi messi da parte e distrutti? Perché i rapporti che non funzionano sono in giro a piede libero, pronti a mietere innocenti vittime?
Lo sanno i rapporti che non funzionano quali danni lasciano in giro? Lo sanno il tempo che serve per ripulire tutto, ricucire e comunque rimarrà sempre un segno evidente? 
Io me li immagino i rapporti che non funzionano, che si vendicano del loro essere nati difettosi, radunarsi di nascosto, confabulare, selezionare la prossima vittima, chiamare all'adunata le migliori aspettative disattese cresciute in seno ad anni e anni di cantieri di castelli per aria, di fiabeschi ideali di amicizia e amore.
Ecco, io me li vedo tutti insieme, puntare il dito verso di me, ancora. Dai, andiamo a sabotare la sua precaria tranquillità, facciamo saltare per aria anche questo tenero germoglio. Ci ringrazierà, estirpare le radici di un rapporto maturo è più difficile, invece noi le strapperemo quei fili sottili di verde. Vedrete, alla fine non rimarrà nessuno.

4 commenti:

  1. certi pensieri vengono a trovarci di notte.
    è un caso? no, non credo.
    se mi guardo dentro e penso ai rapporti che non funzionano arrivo puntualmente a quel momento in cui uno si ritrova con un pallottoliere in mano e tira le somme, e si chiede se c'è un equilibrio tra quello che si è lasciato e quello che è arrivato, equilibro che non è fatto solo di gesti ma anche di esserci.
    credo che ogni rapporto abbia una sua distanza, quella giusta, quella distanza capace di dosare lo scambio e le cui fluttuazioni ci offrono la possibilità di sentire la densità del rapporto.
    acqua fuoco acqua acqua fuoco fuochino, eccoci.
    e così accade che i rapporti che funzionano sono quelli capaci di modulare la distanza nelle sue varie dimensioni: distanza tra pensieri, tra anime, tra mani, a volte labbra.
    e i pensieri della notte lasciano tracce da raccogliere all'alba, prima che evaporino sotto il primo sole vero dell'anno.

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    1. wow, rimango sbalordita da questi pensieri, meriterebbero un larghissimo respiro. grazie infinite

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  2. e infatti si sono presi un respiro largo, larghissimo, di cinque giorni.
    ho fatto un viaggio, e mi sono ritrovato a ripensarci mentre sotto di me scorreva l'europa, prima in un senso e poi nell'altro, fino a ritrovarmi a casa.
    che poi dopo ogni viaggio casa è un po' diversa, e allora anche ogni mille passi, e allora anche dopo ogni passo.
    e allora correre o volare è la stessa cosa: non è altro che farsi trottare il mondo sotto la pancia per permettergli di essere un po' diverso al nostro ritorno.
    temo di aver perso l'attinenza al tuo post, perdonami.

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  3. la corsa è una buona metafora della vita, ogni uscita ci cambia un po' come un viaggio. Mi trovo fuori casa, e misuro quello che vedo come se dovessi uscire per un allenamento, a chiedermi come sarebbe correre per queste vie. guardo gli altri muoversi nella loro quotidianità, e mi sento a disagio perché sono in ferie e ho il diritto di spassarmela con il freno tirato, eppure dentro scalpito tra il senso di colpa e l'inadeguatezza. allora lo vedi che non sto mai in pace?

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