17.6.15

Colazione da Tiffany (Capote Truman)


« Ma come riuscite a resistere? È la camera degli orrori, questa. » « Oh, ci si abitua a tutto, » risposi, irritato con me stesso, perché in realtà ero orgoglioso della mia sistemazione. « Io no. Non mi abituo mai a niente, io. Chi si abitua a tutto tanto vale che muoia. »
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Prese a volo il gatto e se lo issò su una spalla. Lui ci si appollaiò con l'equilibrio di un uccello, le unghie affondate nei capelli, come se facesse la calza; ma, nonostante queste simpatiche familiarità, era un gattaccio con un'espressione da pirata tagliagole, aveva un occhio guercio e l'altro splendeva di cupi presagi.



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