12.10.15

Domande delle 16:47

Ci sono cose talmente facili da capire che le afferro al volo, come il menù intuitivo di un cellulare. Non sono un genio, forse è solo a prova di cretina, ma per quello mi basta smanettarci un pochino.
Ci sono cose che capisco in un istante, tipo quando ti gira male e allora ronzo lontano, meglio parlarne più tardi.
Ci sono cose che capisco mezzo, come doversi alzare tutti i giorni, dal lunedì al venerdì alle 7:20. Si chiama lavoro. Ma finché non potrò fare la mantenuta a tempo pieno indeterminato, ecco, che mi piaccia o meno, io ci devo andare in quel posto a timbrare il cartellino due volte al giorno.
Ci sono cose che capisco poco poco, tipo non poter abbracciare ogni volta che vorrei chi voglio più bene e avrebbe bisogno di me, e che sembra assurdo ci debba essere una distanza così grande, ma per fortuna l'internet e i telefoni. Ma che due palle lo stesso.
Ci sono cose che non capisco per niente, tipo quando rileggo i tuoi vecchi biglietti di auguri, e dieci volte su dieci mi hai scritto ti voglio bene, bello chiaro in maiuscolo. Se mi vuoi bene, allora perché non ci sei più? Scrivi una cosa tanto per abitudine, e poi dimostri il contrario? Le parole non hanno più un significato?

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