18.7.16

Studio illegale (Federico Baccomo "Duchesne")

Così, ogni tanto, trae un sospiro e dice cose come un obiettivo non si raggiunge, un obiettivo si conquista. Oppure negoziare non è contrattare, è aggredire. O ancora ascolta finché devi, parla finché puoi. Io sorrido, dico: «eh», poi comincio a elencare mentalmente i nomi dei sette nani, così, per distrarmi da tutto.
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Ogni mattina, ognuno venendo dalla propria vita, ci si incontra. Ogni sera, ognuno tornando alla propria vita, ci si saluta. Così da anni ormai. Eppure resta un perfetto sconosciuto. Etciù, salute, grazie è il tenore medio dei nostri dialoghi.
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quello che in fondo già sapevo, che era tutto a posto, che non potevo avere sbagliato, una certezza, tuttavia, che non sono più in grado di dominare, pronta com’è a darsi alla fuga di fronte al più fragile dei dubbi. Il rischio di sbagliare mi si attacca addosso come una maglietta sudata, bollente risultato di anni di suggestione continua. Non. Possiamo. Sbagliare. Così, prima di inviare un’e-mail la rileggo fino a non comprenderla più, controllo gli indirizzi con concentrazione maniacale, apro e chiudo i pdf tre volte per essere sicuro che siano quelli giusti, sto attento.
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«Che poi io, in teoria, sarei uno a cui piace socializzare. Anche con i colleghi, non credere. Insomma, condividere qualcosa di diverso oltre allo stesso dominio e-mail. Però, porca miseria, queste facce, queste voci, mi passano davanti agli occhi, dentro alle orecchie, a ogni ora del giorno. Come si può desiderare di passare insieme anche il tempo libero?» «Be’, dai, questo è bello» cerca di convincermi Nicola. «Significa che siamo molto amici.» «O molto soli.»
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«Prima si risolve il problema attuale, poi si pensa a tutto il resto. Never trouble trouble Till trouble troubles you For if you trouble trouble You’ll only double trouble And trouble others too.»
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