23.8.16

Pensione Oniria

Rimini è famosa per le coccole ai turisti, il mare orrendo e Fellini, ma da qualche anno il Sindaco si è messo in testa di togliere tutti i semafori. Via dalle palle, non esiste sulle mappe, ma ci siamo capiti. Così a Rimini volteggi tra una rotonda e l'altra, tra una cinetosi e un walzer. Un rondò costa meno delle lampadine di un semaforo. Una volta costruita, taac, devi solo rimuovere le auto che ogni tanto ci finiscono sopra parcheggiate per sbaglio.
Ogni volta che vado a casa dei miei genitori, la mia "casa" dall'infanzia sino ai 28 anni, sono obbligata a fare la rotonda di Pensione Oniria: installazione artistica che pare sia costata uno sproposito.
Dai, non è proprio brutta, semmai strana, se l'aggettivo simpatico non è adeguato. In pratica sono due sedie con gambe lunghe lunghe che vi invito a googlare. L'artista Ballestracci (però, che cognome curioso!) la descrive come "un piccolo prato abitato da due letti con le gambe lunghissime, è una camera d’albergo sprovvista di soffitto e pareti, una stanza aperta e ospitale. Il soffitto è il cielo sopra Rimini. Le pareti sono le sue strade, le piazze, le case. Un omaggio alla città dell’accoglienza ma anche del sogno. Una stanza costruita per ascoltare segretamente la Voce della luna."
Ora sapete che tra le tante e monotone rotonde una si differenzia per la sua originalità. Invece a me Pensione Oniria fa pensare al mio sonno perso e rovinato da quando, prima, sono rimasta incinta e, poi, dalla nascita di mia figlia. Quindi sono circa 9+8 mesi che dormo demmerda. Considerato che i figli crescono e il mio sonno verrà rovinato dal fisiologico invecchiamento, in pratica sono spacciata: il mio ronfare di gusto è terminato a marzo 2015.
Quindi sì, il mio desiderio più forte e violento sarebbe collassare tutta una notte senza svegliarmi, senza benzodiazepine, senza pianti, senza incubi. Invece sto qua ad ascoltare la voce della Luna, e mi devo solo convincere che è meglio del sognare.

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