21.2.17

Cose che ho capito della maternità so far

1. Istinto
L'istinto è quella cosa che ti dice di fare il contrario di quello che detterebbero vergogna, buonsenso, convenzioni, e salamadonnacosaltro.
L'istinto ce l'abbiamo tutti, per esempio quando ero incinta mi diceva di non seguire il corso preparto, e io quella vocina non l'ascoltai (sbagliando alla grande!"). 
Invece da quando quella cosina ha cominciato a respirare senza di me, l'istinto si è fatto prepotente, e mi ha salvato in qualche situazione (se si può dire "salvarsi" quando la cosina non smetteva di piangere con niente e per fortuna che esiste il Buzzi).

2. Corso preparto
Non voglio generalizzare perché ne esisteranno di validi sicuramente, a me è andata male. Già soffro poco i lamenti, e trovarmi nella stanza con una dozzina di gestanti avanzate e sorbirmi due ore di pianti da ormoni impazziti, resoconti di notti insonni per gastrite/mal di schiena/emorroidi/schizofrenia pregressa, non ha reso piacevole quel periodo fatto di sguardi trasognati e strizza per dover far schizzare un cocomero da un foro largo come un limone.
Il corso preparto sarebbe utile se non fosse una raccolta di soli grafici dell'andamento delle contrazioni della fase prodromica, dilatante ed espulsiva. Se mi avessero detto da subito che partorire sarebbe stato come fare la cacca - ma solo con un risultato migliore alla fine - sarebbe stato molto meglio.

3. Allattamento
L'ostetrica inutile, la stessa che prometteva un travaglio meno doloroso con l'omeopatia, pompava l'allattamento al seno come l'unica via percorribile per nutrire il nuovo venuto al mondo. I benefici dell'allattamento al seno sono indiscutibili, purtroppo ci sono diversi se e altrettanti ma. Non tengo né per l'una né per l'altra squadra, dico solo che è un fattore molto, ma molto personale. Nessuno andrebbe colpevolizzato se non può o non vuole, oppure può tanto e non lo stacca sino alle elementari.
Insomma, fate quello che vi sentite, ma poche chiacchiere in giro perché sarete sempre giudicate.

4. Pisciolunghismo
Non importa in quale fase sia il bambino, se pochi giorni o qualche anno. Tuo figlio sarà sempre una nerchia se paragonato agli altri. Il tuo sarà troppo alto o troppo basso, troppo magro o troppo grasso, troppo lento o troppo vivace. Troppo qualcosa e basta. 
Allo stesso tempo sarà una gara a chi rotola prima, a chi sta seduto prima, a chi cammina prima, a chi dice più parole, a chi ha più denti, a chi dorme di più, a chi mangia di più e più cose. Così, all'infinito.
Il pisciolunghismo per un verso e per l'altro avviene anche con chi ricorda i propri figli ormai grandicelli, che guarda caso sono sempre stati dei fenomeni. Non se ne scappa, gente.
La notiziona è che non si vince niente.

5. Nonni
Mia figlia ha 4 nonni, per ora, ma questi li vede forse un weekend al mese e magari qualche giorno in più quando ci sono le vacanze o si riescono a scollare da Rimini. La distanza non è mai stata così un problema, specie ora che mi trovo a fare la giocoliera tra casa/lavoro/nido. 
Mia figlia, volente o nolente, è costretta a stare al nido dalle 8 alle 17,  tutta la settimana lavorativa. Peccato che il primo anno di comunità la stia mettendo a dura prova con i vari microbi. Ogni due settimane di frequentazione ne facciamo una a casa malate (quando va bene), dando fondo a maternità facoltativa residua e ferie. Questa è la vita di chi non ha i nonni a disposizione come back up; nel mio caso perché sono lontani, in altri perché inaffidabili, o lavorano ancora, o malati, se non addirittura defunti .
Così, quando capita di ritirare mia figlia dal nido e incrocio solo nonni e mai genitori, o sento di nonnini disponibili ad accudire per giorni interi i nipoti malaticci facendo in modo che i genitori possano lavorare senza saltare nemmeno un giorno di lavoro, o permettere uscite che senza una tata non esisterebbero, ecco, a me sale un po' la rogna.
In fondo è così perché anche io ho voluto questa situazione.

6. Riservatezza
Chi mi conosce sa che sono stata assidua frequentatrice di social network, ho messo in piazza più o meno i fatti miei. Magari non tutto, però insomma potevi farti un'idea della mia vita.
Con la gravidanza prima, e la maternità dopo, è scattato un istinto di protezione mai provato. Guai chi mi tocca. 
Il motivo è che là fuori c'è tanta tanta gente cattiva, che gode delle disgrazie, che rode per le cose belle. E se la curiosità è scimmia, è altrettanto vero che l'invidia l'è na brota bestcia.
Per cui ho fatto un salutare downgrading: non mi annoio o avveleno con i fatti altrui, frequento solo chi raggiungo con un vecchio sms. 
Altra notiziona è che io non sono nessuno, ma nemmeno voi siete un cazzo. 
[diapositiva della scala dell'uomo rispetto al sistema solare completo]

1 commento:

  1. Ciao uirta, mi tocca leggerti qui o osservare il tuo tumblr. Vabbé, io sono rimasto sui social, non potrei farne a meno, e sono rimasto per cazzeggiare allegramente, come te. Anche per noi vale il discorso sulla riservatezza, soprattutto della bimba che non vogliamo lasciare all'adolescenza con una vita di immagini già note al mondo. I nonni poi, beh io e la mogliera siamo entrambi palermitani ed a MIlano, e tutta la storia sulle malattie, la carogna quando vedi i nonni,ecc ecc, l'abbiamo provata, la stiamo provando sulla nostra pelle. Ma si cresce meglio e forti. Poi, vabbé, sei pazza se vai a favignana con una bimba così piccola... UN abbraccio Vincio

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