20.2.17

Il bovino

Google Notizie - e la mia quotidiana scrollatina di Tumblr - mi informa che oggi Kurt Cobain avrebbe compiuto 50 anni. Io proprio brizzolato e con un numero consistente di rughette non me lo sarei mai immaginato comunque. 
Già, quando morì nel 1994 ero un'imberbe sedicenne, e cinquant'anni li avevano solo i vecchi, non stronchi, ma come mia madre all'epoca, per dire.
Lo so che oggi si parla di nascita, ma a me viene in mente quando scoprimmo del suicidio. Faccio davvero uno sforzo enorme a ricordare come arrivò la notizia, doveva essere stata la radio ad annunciarmelo (dato che i telefonini non c'erano e che ero in classe, escludendo che non avevo l'abitudine di guardare la TV a colazione). 
Mi voltai dalla mia terza fila di banchi del liceo - la fila dei meno fighi ma sempre meno sfigati della seconda fila - e lo dissi a B. come se fosse stato un dovere perché lui adorava i Nirvana e cercava di assomigliare in tutto al loro leader. 
Lui occupava la quarta fila di banchi. Un eletto.
Nonostante il preconcetto di considerare poco intelligente i detentori di una fronte bassa, B. lo faceva passare in secondo piano con quei due fanali blu al posto degli occhi e l'essere figlio di professionisti molto famosi localmente. 
Vestiva grunge. Tutti, più o meno in realtà. Tutti indossavano quelle cazzo di camicie di flanella a quadrettoni. La mia era bianca e nera,  proveniva dal mercato, e si vedeva. La sua credo fosse rossa e nera, ma non ne ero innamorata, di questo ne sono convinta.


- B., hanno trovato morto Kurt Cobain, si è ucciso!

(sguardo da bovino di B. che osserva passare il treno)


B. ha faticato a finire gli studi, magari per l'abuso di droghe e non per forza per la fronte bassa. Ora però comanda un piccolo regno dalle parti del Sud America. Ha messo su famiglia e la testa è tornata al suo posto. Lui è "arrivato". 
Ma sono certa che abbia ancora indice e medio ingialliti dalle sigarette.

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