31.5.17

Amori e disamori di Nathaniel P. (Adelle Waldman)

Ogni volta che la vedeva, la bellezza di Elisa lo colpiva nuovamente, come se nel frattempo il ricordo del suo vero aspetto fosse stato distorto dalla tortura interiore che lei evocava in lui da quando si erano lasciati: nella sua mente assumeva i tratti di una creatura abietta.
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– Facciamo fare ad altri cose per cui moralmente ci sentiremmo di avere la pelle troppo delicata, – disse Nate, con aria più convinta. – Avere una coscienza è il lusso più grande, oggi.
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Ma non pensare era un modo per darsi il permesso di fare lo stronzo.
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Nate osservò che i ricchi amavano avere ospiti brillanti, creativi. Avevano bisogno di un pubblico abbastanza raffinato da apprezzare appieno tutto ciò che possedevano.
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Quell’invito non lo entusiasmava. Hannah gli aveva descritto Susan come il tipo di persona che vede la vita come una sfilza di ingiustizie perpetrate a suo danno dallo stronzo di turno. Se mettevi in dubbio la sua versione dei fatti, lo stronzo di turno eri tu. Sembrava proprio incantevole.
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Da single, i fine settimana ti si spalancano di fronte come paesaggi sconfinati; in coppia somigliano al cielo di Manhattan: trafitti, inquadrati, compressi.
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Quando stava con Elisa aveva appreso che il disprezzo era estremamente compatibile col desiderio. La rabbia, persino il disgusto e le vampate d’odio, erano approssimazioni della passione sessuale abbastanza precise da fare sí che il risultato fosse virtualmente lo stesso. Il senso di colpa, invece, era un’emozione molto poco sexy.
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L’amore, la morale non servono a niente. Bisogna fare leva sulla vanità… –
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si era sentito in colpa, ma era conscio che ciò che Kristen non sapeva non poteva ferirla; e questo rendeva il tutto molto piú facile da sopportare rispetto a una trasgressione di minor peso,
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Aurit aveva sostenuto che quando chi è in posizione di forza in una relazione non accetta di prendere in considerazione l’infelicità dell’altro, solo perché nessuno lo costringe a farlo, be’, quella è la mossa da stronzo per antonomasia:
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Nate comprese che gli sarebbe toccato il ruolo di contraltare comico al loro stile di vita virtuoso e comunitario: i suoi problemi, la sua infelicità, sarebbero serviti a riaffermare la rettitudine delle loro scelte.
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Di norma agli uomini serve una ragione per chiudere una storia, mentre alle donne ne serve una per farla andare avanti

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