24.8.17

Tempus fugit et saudade manent

Ci ho pensato e ripensato non so quanto, non riuscivo a cogliere il problema, ma solo l'effetto. Poi, la soluzione è arrivata mentre camminavamo sul molo, proprio quello che porta al Rockisland che non so nemmeno se è ancora in vita. 
Ho capito che quello che ci fotte è la nostalgia
La cantavano Albano e Romina, la chiave del mio malessere era già tutta lì bella che scritta.
La nostalgia fotte tantissime persone, e fotte anche me, io che ho sangue riminese e l'accento sempre meno romagnolo. 
Se Rimini a un certo punto mi è stata stretta ed è stato il trampolino per lanciarmi verso orizzonti nuovi e differenti, questo stesso luogo ha impresso nel mio patrimonio genetico un altrettanto senso di malessere, la nostalgia appunto. Non so se abbia a che fare con la comune saudade brasiliana, dato che la samba la ballo male e il mio culo non è proprio tondo all'insù. La mia nostalgia al massimo si muove a ritmo della malogna
Di questo sentimento ne avrei sofferto che me ne fossi andata o meno. Sto male per i pochissimi affetti che rimangono, e mi stupisco e arrabbio che la città in 11 anni sia riuscita a cambiare, facendomi perdere pezzo dopo pezzo i miei punti di riferimento urbanistici, storici e affettivi. Ho capito che se in questi anni la mia vita si fosse sviluppata nel periplo riminese, io comunque avrei sofferto lo stesso di questo groppo in gola, del passato che se n'era andato portandosi via i momenti di amicizia e di spensieratezza. Avrei pianto per qualcosa che non sarebbe più tornato. 
Solo ora afferro perché il riminese (e non solo, tutti gli ambienti provinciali e molto chiusi lo sono. Non è presunzione e nemmeno derisione) sia tanto attaccato alla famiglia, saldo alle stesse frequentazioni, a ripetere i viaggi sempre e solo nei medesimi posti, nel raro caso in cui questo decida di farlo (perché fare le ferie altrove quando tutti vengono farle a Rimini?). Ripetere un'azione porta sicurezza, si ha l'illusione che il tempo possa fermarsi. Purtroppo non è così.
Spero ti ritornare a scoprire il mondo, per ora mi accontento di farlo visitando quello della mia piccola Ester, tentando faticosamente di farmi piccola e guardare con i suoi occhi, ben sapendo che il tempo scappa e la nostalgia lo tiene stretto per mano.

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